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Domenica, 23 Giugno 2024
Politica

Area di risulta, sulla sua riqualificazione lo scontro è aspro e il dibattito difficile: la partita si sposta nell'aula consiliare

Nel pomeriggio di oggi, lunedì 12 dicembre, il consiglio comunale straordinario su un progetto che divide soprattutto per il voler realizzare lì la sede unica della Regione: per l'amministrazione siamo davanti ad una svolta epocale che non tocca il verde del parco centrale, per chi si oppone la cementificazione e la pietra tombale sullo sviluppo della città

Per chi propone il progetto si tratta di una svolta epocale, per chi lo contesa del colpo finale al potenziale di sviluppo della città. Posizioni diametralmente opposte per una soluzione che sembra non riuscire a mettere tutti d'accordo e che, ammettiamolo, mai lo farà.

Quel che è certo è che all'area di risulta una destinazione prima o poi la si dovrà dare e l'amministrazione comunale di concerto con la Regione, ha tutta l'intenzione di proseguire sul percorso intrapreso e soprattutto di realizzare proprio lì l'opera che ha letteralmente visto una levata di scudi da parte di associazioni e opposizioni: la sede unica della Regione Abruzzo.

“Cementificazione indiscriminata” dicono gli uni, “opera strategica nell'ottica della sostenibilità ambientale” replicano gli altri. Al centro dello scontro la destinazione dell'area più importante della città. Se mettere tutti d'accordo sarà certamente impossibile l'auspicio di chi contesta l'attuale progetto per il quale nella zona sud dove dovrà sorgere uno dei due parcheggi silos sono già iniziati i carotaggi, è che il consiglio comunale straordinario di oggi pomeriggio, lunedì 12 dicembre, si trasformi in occasione di dibattito e di revisione di quel progetto che sostengono, oltre a portare cemento in un'area di circa 9mila metri quadrati, sottrarrà verde al parco centrale, non porterà benefici in termini di sviluppo alla città e aumenterà invece di ridurre il traffico veicolare.

Il sindaco Carlo Masci e il presidente della Regione Marco Marsilio sostengono esattamente il contrario e cioè che il parco non sarà affatto ridotto e che essendo la zona prossima alla stazione e in un luogo facilmente raggiungibile in treno, in bicicletta e con i mezzi pubblici, meno auto arriveranno nella zona con in più il fatto che la sede unica sarà realizzata in un'area in cui erano previsti inizialmente palazzi residenziali che hanno invece lasciato il posto all'opera pubblica non togliendo dunque nulla, ha ribadito più volte il primo cittadino, al quel verde per tutelare il quale Italia Nostra ha persino organizzato una giornata di sensibilizzazione.

Ad intervenire nel dibattito è stato più volte anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che in quel progetto e nella riqualificazione di uno spazio che da vent'anni attende una destinazione, vede non solo la realizzazione del sogno dell'ex sindaco Carlo Pace e dell'onorevole Nino Sospiri che “sognarono la Nuova Pescara con l’acquisizione prima e la riqualificazione poi delle aree di risulta dell’ex stazione centrale”, ma anche un'infrastruttura “che cambierà per sempre il volto del cuore centrale e commerciale della città restituendogli vivibilità”.

L'ultimo in ordine di tempo ad intervenire e non è stata la prima volta, è stato il deputato Pd Luciano D'Alfonso che al consiglio straordinario di oggi ci sarà e che al sindaco Carlo Masci ha chiesto di “rottamare” la delibera, di riunire il progetto oggi diviso in tre lotti per evitare che possibili contenziosi possano trasformare un'area così importante e centrale in un cantiere infinito sulla scia di viale Marconi, ha aggiunto non facendo mancare una steccata anche su un altro intervento oggetto persino di un ricorso al consiglio di Stato e, soprattutto, di rivedere la questione “sede unica della Regione” che a suo parere e non solo suo, dovrebbe essere realizzata in un'area periferica della città per portare lì una riqualificazione dando invece allo spazio centrale una destinazione di fruibilità culturale h24.

Un tema su cui provocazioni non ne sono mancate come testimoniato dal presidente del consiglio comunale di Spoltore Lucio Matricciani che quando sulla Nuova Pescara si doveva votare, aveva chiesto di fare proprio nel comune di cui guida l'assise di realizzare quel palazzo chiedendo all'amministrazione di Pescara di dare un segnale sul fatto che non intenda “invadere” gli altri due comuni coinvolti nella fusione, ma al contrario lavorare con loro nell'ottica della nuova grande città metropolitana.

Sul tema il consigliere comunale Carlo Costantini ha persino lanciato l'idea di un referendum consultivo per dar voce a quei cittadini, hanno lamentato sia associazioni che opposizioni, che su una scolta così importante non sarebbero stati interpellati. Referendum che per il capogruppo comunale di Forza Italia Roberto Renzetti che ha parlato di “ricerca di visibilità mediatica” di chi lo propone e di un “abuso di ridondanza”.

A contestare la scelta era stato anche il direttore di Confesercenti Gianni Taucci per un tema su cui persino l'ordine degli architetti ha detto la sua parlando di un progetto “superficiale e anacronistica”.

Sull'impatto ambientale le voci più forti sono state quelle delle associazioni ambientaliste, Italia Nostra, Forum H2O e Soa (Stazione ornitologica abruzzese) che proprio sulla presunta riduzione del parco centrale e il rischio di cementificazione sono più volte intervenute nel dibattito criticando il lasciapassare del Comitato regionale Via (Valutazione di impatto ambientale) e sperando, soprattutto l'ultima, sulla Vas (Valutazione ambientale strategica) per fermare il progetto. Vas che, hanno però denunciato i consiglieri comunali di centrosinistra e il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, potrebbe non arrivare mai perché per loro l'iter che si sta seguendo è stato frutto di una serie di “magheggi” che hanno aperto una strada pericolosa per le autorizzazioni.

Posizione questa contro cui si è scagliato lo stesso sindaco Masci difendendo la legittimità, anche in termini legali, di quanto fatto e che ha ribadito l'intenzione di andare avanti “senza esitazioni verso una straordinaria prospettiva di crescita della nostra Pescara”. Tra i tanti anche il presidente della commissione ai lavori pubblici Massimo Pastore che ha più volte ribadito che il verde non sarà toccato accusando le opposizioni di fare demagogia davanti alla prospettiva di ridare finalmente un volto all'area di risulta.

Posizioni diametralmente opposte su cui trovare un punto d'incontro sembra francamente difficile. Si potrebbe sperare nello spirito di condivisione tipico del Natale, ma chissà se oggi si farà sentire nell'aula consiliare del Comune. Quel che è certo è che l'area di risulta una riqualificazione la meriterebbe. E' su quale sarà che si gioca una partita in cui la squadra di chi la città a guida ha però le idee chiarissime: il palazzo della Regione si farà e si farà lì.

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