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Area di Risulta, D'Alfonso (Pd): "No al palazzo della Regione, il sindaco rottami la delibera e si lavori ad un project financing strategico"

Il deputato dem sarà presente al consiglio comunale straordinario di lunedì 12 dicembre. Sbagliata per lui la lottizzazione perché si rischia di trasformare lo spazio più strategico per il rilancio della città nella Nuova Pescara, sostiene, in un cantiere infinito come quello di viale Marconi

No al palazzo della Regione nell'area di risulta e neanche alla lottizzazione dei lavori, sì al project financing per un appalto unico con la sede dell'ente che dovrebbe comunque essere realizzata in una zona periferica così come fatto, ad esempio, a Bari.

Il deputato del Partito democratico Luciano D'Alfonso prende una posizione chiara sul destino della grande area centrale della città su cui, tiene a precisare, ad oggi gli investimenti si contano nei 16 milioni di euro portati dalla sua presidenza. Quello spazio aggiunge, è quello su cui si gioca il futuro della città nell'ottica della Nuova Pescara e la lottizzazione rischierebbe, sostiene il deputato dem, di trasformare tutto in un cantiere infinito “modello fabbrica di San Pietro quale quello che ha riguardato viale Marconi”. Al sindaco Carlo Masci chiede quindi di ritirare la delibera e di ricondurre in capo al Comune “il recupero compositivo dei tre interventi” oltre che l'impostazione urbanistica perché il rischio è che se uno dei tre appaltanti dovesse andare in contenzioso le conseguenze potrebbero essere gravi. Per D'Alfonso tutto ciò che si sta facendo appare piuttosto come un “riempitivo” destinato a trascinarsi fino a fine legislatura.

Il deputato ribadisce quindi che l'area di risulta non è la sede adatta alla realizzazione del palazzo della Regione che rischia di diventare una “teca” che terrà “sotto sequestro” l'intera area senza portare nulla di buono alla città in termini culturali perché è alla cultura e la fruibilità che lo spazio, afferma, dovrebbe essere destinato per una crescita strategica della città. Impossibile tra l'altro, sostiene D'Alfonso, che 40 milioni basteranno per realizzare l'edificio pubblico: almeno 100 mila quelli che ci vorranno per realizzarla e da 6 a 10 anni per vederla completata.

“Chiedo a Carlo Masci – prosegue annunciando che invierà una lettera al sindaco -, che afferma in ogni occasione di volere il bene della città, di non spezzettare l'area e di non trasformare l'area di risulta in una super via Raiale dove ci sono cantieri a metà: è una zona della città segnata dalla incompiutezza”. Per D'Alfonso si rischia quindi di dare “il colpo definitivo ai danni di Pescara"

L'occasione per il parlamentare anche per sostenere la posizione dei consiglieri comunali e del consigliere regionale del Partito democratico Antonio Blasioli che sull'iter con cui si sta portando vanti il progetto, dopo la commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) : “è come pretendere la licenza del liceo classico facendo solo l'esame di religione”, chiosa.

Di qui la reiterata richiesta al sindaco di “rottamare” la delibera e pensare ad un progetto totalmente diverso attraverso un project financing da realizzare con l'ascolto di tutti. Per questo sarà lunedì alla seduta del consiglio comunale straordinario che avrà proprio l'area di risulta al centro del dibattito.

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