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Le arance della solidarietà di Rifondazione Comunista per dire no a sfruttamento e mafia

Tornano a Pescara fino a mercoledì  23 dicembre oltre 1.300 chili di agrumi e non solo, a sostegno dei piccoli produttori di Sos Rosarno

Tornano a Pescara le Arance della solidarietà, l'iniziativa promossa da Rifondazione Comunista, per dire no a sfruttamento e mafia.
L'evento è in programma fino a mercoledì 23 dicembre con più di 1.300 chili di agrumi e non solo, a sostegno dei piccoli produttori di Sos Rosarno.

I 130 chili di "Arance sospese” saranno donate alle famiglie dei ragazzi e delle ragazze della scuola popolare di "Oltre il Ponte Aps".

A presentare l'inziativa sono stati Francesco Belfiglio (Giovani Comuniste/i), Diana Del Sordo (Aps Oltre il Ponte), Camilla Serafini (LaPaz). Nel nostro Paese ogni anno migliaia di schiavi della terra vivono e lavorano in condizioni disumane e da ottobre ad aprile vengono sfruttati all'inverosimile fino a non ricevere, in alcuni casi, la paga. Rosarno come Castel Volturno, palazzo San Gervasio, Foggia, Nardò, Saluzzo, Potenza e non solo. Ghetti senza acqua né luce, guerra tra poveri e sfruttamento, è questo il capitalismo nelle campagne, la lunga filiera che porta il “Made in Italy” sugli scaffali del mondo e garantisce i profitti alle grandi aziende. La pandemia sarebbe stata una buona occasione per cambiare qualcosa, ma sappiamo bene che non è andata così. Neanche nel campo agricolo le cose sono cambiate, la sanatoria per i/le braccianti che rimanevano nei campi è stata un fiasco e le condizioni di schiavitù non sono mutate; la Grande Distribuzione Organizzata ha incrementato i suoi profitti ed il suo sistema di arricchimento sulle spalle di contadini e braccianti, ricordano gli organizzatori.

«Per questo», si legge in una nota, «abbiamo deciso di distribuire tramite un canale autorganizzato gli agrumi (arance, clementine, bergamotti e limoni)  i Kiwi, i melograni e le patate della rete contadina Sos Rosarno (https://www.sosrosarno.org/chi-siamo.html) in Calabria nella Piana di Gioia Tauro. Un’esperienza di agricoltura sostenibile che usa una parte dei ricavati per iniziative di solidarietà e per finanziare la lotta per i diritti dei lavoratori della campagna. I prodotti provengono da agricoltura biologica certificata e il nostro è un piccolo gesto per sostenere i piccoli produttori, il rispetto della terra e della dignità umana dei braccianti, per dimostrare che esiste un’alternativa alla grande distribuzione e alle catene di sfruttamento».

Fino a mercoledì 23 dicembre nello Spazio sociale di Rifondazione Comunista a Pescara saranno distribuiti oltre 1300 Kg tra agrumi, Kiwi, patate e melograni contro mafia, sfruttamento e lavoro schiavo. Quest'anno l'iniziativa è all’interno della cornice delle attività di LaPaz - Centro Italia una rete di associazioni che ha accolto in Abruzzo e nelle regioni limitrofe la “Gira Zapatista” il viaggio in Europa di diverse delegazioni dalle comunità contadine del Chiapas, nel sud-est del Messico, che praticano l’autogoverno del proprio territorio. L’arrivo degli agrumi dalla Calabria è frutto anche del supporto logistico e organizzativo del Mercato contadino di San Vito Chietino. Infine, grazie alla solidarietà attiva di chi ha effettuato già gli ordini, distribuiremo 130 Kg di arance sospese alle famiglie dei  ragazzi e delle ragazze (dalle elementari alle superiori) che frequentano la Scuola Popolare promossa settimanalmente dall’Associazione di Promozione Sociale Oltre il Ponte di Pescara per dare sostegno allo studio pomeridiano di studenti e studentesse. «Crediamo che un altro mondo sia possibile, è ora di praticarlo! Attiviamo un circuito solidale di risposta alla crisi dal basso per difendere il lavoro e la dignità umana nel rispetto della terra», conclude la nota.

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