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"Sì" della giunta regionale al nuovo Piano oncologico: obiettivo prevenzione e equità di accesso alle cure

Ad annunciarlo l'assessore regionale Nicoletta Verì. Quello realizzato, spiega, è un piano integrato che va dalla prevenzione alla presa in carico: 5 i 'nodi' su cui si sviluppa

Approvato dalla giunta il nuovo Piano oncologico regionale. Lo fa sapere l'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì che lo definisce come uno strumento integrato tra prevenzione e assistenza sul territorio che coinvolge tutte le aree di competenza del servizio sanitario. L'obiettivo, aggiunge l'assessorato, è di assicurare uniformità ed equità di accesso alle cure sfruttando anche le opportunità e le potenzialità legate alla sanità digitale.

Le azioni previste, invece, partono dalla prevenzione primaria con la promozione di corrette abitudini alimentari e sani stili di vita, da quella secondaria attraverso la promozione degli screening nelle fasce di età considerate a maggiore rischio, dalla terziaria per scongiurare complicanze o recidive e fino ad arrivare agli aspetti riguardanti la presa in carico, le terapie e il follow up, così come la farmaceutica e le cure palliative. Sarà anche completamente reingegnerizzato il Registro Tumori, con l’attivazione di un collegamento tecnologicamente avanzato con tutte le articolazioni della rete e i medici di medicina generale che migliorerà l’approccio epidemiologico sui percorsi oncologici.

“Questo piano – commenta Verì – così come i precedenti adottati nel corso di questa legislatura, ha l’obiettivo di uniformare i modelli terapeutici sull’intero territorio regionale, stimolando il confronto e la condivisione delle buone pratiche tra le diverse Asl, che spesso in passato si muovevano in ordine sparso anche su un fronte così delicato come l’oncologia”.

“Fondamentale, come ormai in tutti i progetti che stiamo portando avanti negli ultimi anni – conclude -, è l’apporto della digitalizzazione e delle nuove tecnologie in sanità, sulle quali la Regione ha investito circa 50 milioni di euro e che consentono quella circolarità delle informazioni e dei dati clinici, strategici nei nuovi modelli assistenziali”.

I 5 "nodi" in cui si sviluppa il nuovo Piano oncologico regionale

Il nuovo piano si articola in cinque nodi e cioè prevedendo la costituzione del comitato di coordinamento regionale della Rete oncologica che svolge un ruolo sia a livello strategico che tecnico-scientifico. Un organismo interno all'Asr (Agenzia sanitaria regionale) di cui fanno parte i rappresentanti delle diverse discipline coinvolte nella diagnostica e nel trattamento delle patologie oncologiche; la messa a terra della Molecular tumor board (Mtb) che sempre all'interno dell'Agenzia sanitaria avrà una sua centrale regionale e il cui compito è quello di dare una risposta organizzativa e tecnica che guarda alla medicina di precisione per garantire cure in grado di intervenire sulle caratteristiche molecolari e genetiche della neoplasia da cui è affetto il paziente anche alla luce delle sue mutazioni; la costituzione dei Poli oncologici aziendali, uno per ogni Asl, costituite dalle unità operative ospedaliere e territoriali coinvolte nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti affetti da patologie neoplastiche; la realizzazione dei Centri di indirizzo al percorso clinico (Cip), vere e proprie strutture operative collocate nei presidi ospedalieri afferenti al polo oncologico aziendale, che rappresentano il primo punto di accesso del paziente al percorso clinico che garantisce la presa in carico del paziente e lo indirizza alla sede sanitaria più appropriata in funzione della complessità clinica del caso. Ultimo “nodo” la creazione del Gruppo interdisciplinare cure oncologiche (Gico), modalità operativa di approccio multidisciplinare al paziente svolta da tutti i professionisti sanitari direttamente coinvolti nel percorso diagnostico terapeutico specifico per la patologia oncologica (chirurghi, anatomopatologi, radiologi, oncologi, radioterapisti, medici di medicina generale). Al loro interno sono presenti altre figure professionali (infermieri, psicologi/psico-oncologi, fisioterapisti), a seconda delle competenze necessarie a garantire la migliore presa in carico del paziente in relazione al tipo di tumore.

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