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Linea dura del Comune per l'apertura dei parchi, Petrelli: "Riapriranno solo quando i casi di Covid caleranno sensibilmente"

È quanto emerso a seguito dell'ultima riunione della commissione ambiente. Tolleranza zero per chi crea assembramenti e non rispetta le regole

Parchi chiusi almeno fino al 7 marzo o comunque fino a quando i contagi da Coronavirus non scenderanno sensibilmente a Pescara. Lo ha fatto sapere il presidente della commissione Ambiente Petrelli a seguito dell'ultima riunione alla quale ha partecipato anche l'assessore Santilli, che ha evidenziato come molte persone continuino a non rispettare regole e divieti e dunque abbiano generato assembramenti.

Per ora, dunque, tolleranza zero anche in quei parchi e aree verdi non recintante come il parco delle Naiadi o l'area Morelli dove comunque ci sarà la polizia municipale a vigilare ha spiegato Petrelli:

Il peggio è che ormai la cosiddetta ‘variante inglese’ è divenuta il ceppo dominante, ovvero dopo un anno è avvenuta la modificazione genetica del Covid-19. Chiuse le scuole, purtroppo, in molti si sono riversati nei parchi, causando diversi casi di assembramento e di fatto costringendo l’amministrazione comunale a intervenire con una misura radicale, ovvero la chiusura di tutti gli spazi verdi cittadini, tutti vietati al pubblico, sia gli spazi recintati che quelli aperti.

L'assessore e vicesindaco Santilli ha parlato di una decisione difficile emersa dopo aver incontrato anche il prefetto e le autorità sanitarie, con la chiusura che rimarrà in vigore fino al 7 marzo anche se la situazione sul fronte dei contagi è ancora difficile:

Il quadro tratteggiato dall’assessore Santilli è stato tutt’altro che roseo: oggi i casi di variante inglese sono il 27 per cento di quelli attualmente attivi; gli ospedali non hanno più posti letto disponibili, l’ospedale civile di Pescara ha saturato gli spazi, sia il Covid Hospital che il Pronto soccorso, le cliniche private come Spatocco scoppiano, molti pazienti verranno trasferiti a breve nell’ospedale di Sulmona e non si esclude il ricorso a nosocomi fuori regione.

E, secondo l’assessore Santilli, la prima ragione di una tale situazione di diffusione del virus è da imputare al mancato rispetto delle regole. Siamo tutti consapevoli che gli effetti
psicologici determinati da una reclusione forzata e prolungata in casa può avere effetti devastanti sui bambini e gli adolescenti, ma siamo tutti altrettanto consapevoli di stare giocando la partita per la vita.

La polizia municipale, aggiunge Petrelli, vigilerà attentamente tutte le aree verdi non recintate sanzionando i trasgressori, aggiungendo che Pescara potrebbe arrivare ad un lockdown come quello della primavera scorsa se la situazione non migliorerà e fino a quando la popolazione fragile non sarà già vaccinata.

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