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Nuovo duro attacco dell'Anpi al centrodestra per l'intitolazione dei giardini a Norma Cossetto: "Atto di bullismo politico"

La sezione pescarese dell'Anpi interviene nuovamente sulla decisione di intitolare i giardini davanti al Comune alla ragazza uccisa nelle foibe

Un atto di "bullismo politico". Così l'Anpi ha etichettato la decisione dell'amministrazione comunale di Pescara di intitolare i giardini davanti al Comune a Norma Cossetto. La sezione pescarese aveva già espresso critiche nei giorni in cui l'intitolazione venne annunciata, parlando di un atto politico che ha utilizzato strumentalmente un fatto storico.

L'Anpi parla anche di un atto che si colloca fra le "discutibili iniziative culturali" già avviate sul tema, ribadendo che l'omicidio di Norma Cossetto è un crimine da condannare, ma è in discussione il contesto in cui matuerà quella tragedia.

Non contestualizzare non è mai buona norma: ed allora andrebbe aggiunto che in quelle zone l'occupazione nazista e fascista fu tutt'altro che tenera, toccando punte di violenza inaudita, e che quell'occupazione non fu richiesta nè voluta dalle popolazioni autoctone.

Ha ragione il Sindaco quando sostiene che "non possiamo più minimizzare né ignorare il passato" e che dobbiamo conoscere la storia anche quando non ci piace; siamo d'accordo che non si può abbassare la guardia a difesa della libertà e della democrazia; e siamo d'accordo che libertà e democrazia sono valori da condividere e da non mettere mai in discussione.

L'Anpi aggiunge che libertà e democrazia non sono valori che fanno parte del fascismo e dell'Italia fascista, e non si possono mettere sullo stesso piano gli italiani che optarono per il nazifascismo e quelli che lo combatterono:

Seppure senza colpe, Norma Cossetto rappresentava (o veniva percepita come tale) una parte ben definita, la stessa che oggi e da anni brandisce la tragedia delle foibe e dell'esodo per parificare torti e ragioni ripetendo la litania della pulizia etnica e dell'italiano sempre vittima e mai colpevole di nulla.

Infine, l'Anpi ricorda che molte donne sono morte in quella guerra, sempre italiane e spesso non identificabili con la parte politica di chi quella guerra l'aveva voluta.

I giardini di piazza Italia andavano intitolati ad esse.

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