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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Radici in Comune sui nuovi alberi di corso Umberto I: "Dieci in più non sono riforestazione, l'esistente va curato"

L'associazione politico-culturale non cambia idea sul progetto promosso dall'amministrazione affermando ancora una volta che le modifiche fatte soprattutto in piazza Sacro Cuore l'isola di calore: "I 174 lecci che c'erano sono stati abbandonati e non curati, ma qualcuno pensa che gli alberi di cambino come i vestiti"

Dieci alberi in più in corso Umberto I non sono riforestazione urbana. A sostenerlo l'associazione politico-culturale Radici in Comune che in replica al sindaco Carlo Masci che ha pubblicato una foto sui social con le nuove piantumazioni dicendosi certo che chi ha criticato “non chiederà scusa”.

Di scuse di certo non ne arrivano, ma al contrario si fa il punto sul perché i 174 lecci che c'erano prima tra il corso e piazza Sacro Cuore (ora gli alberi sono 184) ora non ci sono più e la responsabilità sarebbe nel come sono stati curati, o meglio non curati.

“Come sono belli gli alberi, quanto sono importanti e quanta gioia danno al nostro animo, lo sappiamo in molti. Di questo ne abbiamo conferma anche in questi giorni: il nostro sindaco è così fiero dei nuovi alberi in corso Umberto (chissà perché si tace su piazza Sacro Cuore) tanto che le foto ci allietano sui giornali e sui social. Alberi grandi, belli e costosi, freschi di vivaio” esordisce l'associazione. “E quindi – aggiunge cambiamo alberi, come si cambiano i vestiti, a seconda delle mode. Adesso è il momento giusto per sfoggiare i finanziamenti e i nuovi alberi costosi. Ma gli alberi sono esseri viventi, non durano una stagione. Nelle città vanno curati, e conservati, non sfoggiati. Nessuno oggi si ricorda dei pini che si stanno seccando per la cocciniglia perché non curati. Non si possono curare, dicono, perché non ci sono soldi – incalza Radici in Comune -. Quindi i finanziamenti van bene per livree nuove, ma non per la cura e per la manutenzione delle vecchie? Cosa ne sarà allora di questi giovani alberi bellissimi nel futuro”

“Tra piazza Sacro Cuore e corso Umberto c’erano 174 lecci – ricorda -. Sono stati abbandonati, non curati, non innaffiati, capitozzati. Nessun investimento per alberi che hanno fatto la nostra storia. Dopo la loro eliminazione sono stati piantati i nuovi alberi, ben 184: dieci in più. Dieci alberi in più non possono rappresentare la forestazione urbana, concepita dal Green Dea”. “Questi pochi alberi in più non possono essere spacciati per una rivoluzione green di questa città. L’operazione va chiamata con l’unico nome che rappresenta la realtà: si è trattato di una sostituzione arborea, perché non siamo riusciti a conservare i nostri alberi. L’incremento avuto, del 5 per cento – prosegue l'associazione -, è un incremento non contabilizzabile per un piano di forestazione urbana”.

“Quanto accaduto in centro città si ripete in altre parti: sono stati abbattuti innumerevoli esemplari di alberi adulti, e si sta procedendo, quando va bene, alla loro sostituzione, semplicemente, senza andare a calcolare un vero bilancio di assorbimento della Co2 e di altri inquinanti, senza calcolare la superficie ombreggiata”, chiosa.

“Bisogna imparare a descrivere i fatti con i loro veri nomi, bisogna confrontare i dati, bisogna spiegare perché finanziamenti le cui finalità dovrebbero essere l’investimento nelle periferie, vengano utilizzati per una sostituzione di alberi e pavimentazione del centro della città e spiegare – continua l'associazione - perché non esistano investimenti per la cura degli altri alberi. Bisognerebbe spiegare perché ci si fa belli della parola permeabilità e si cementificano le aiuole in piazza Sacro Cuore. L'intervento in centro città, come più volte detto, peggiora l’isola di calore in quanto in piazza è stato scelto di andare a cementificare le aiuole esistenti, ben 600 mq, pavimentandole, lasciando piccole asole asfittiche per le nuove alberature”.

“I numeri sono importanti: nel solo quinquennio 2019-2024 a Pescara dovrebbero essere stati piantati piu di 3mila 500 alberi per la legge 10/2013 (un albero per ogni nuovo nato), alberi che devono aggiungersi ai nuovi obiettivi prefissati dall’Europa, di pianificazione di forestazione urbana, che si possono quantificare in decine di migliaia di nuovi alberi in più oggi rispetto all’esistente. La strada per tutti è chiara – conclude Radici in Comune -: conservare e gestire il patrimonio esistente, i grandi alberi, e implementare con migliaia di alberi dall’altra. Benvenuti dieci alberi in più tra piazza Sacro Cuore e Corso Umberto, che di strada ne dobbiamo fare tanta”.

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