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Lunedì, 17 Giugno 2024
Politica

Un'altra estate è iniziata ma l'accesso al mare in piazza Le Laudi viene ancora negato

Il consigliere comunale Armando Foschi riaccende i riflettori sulla vicenda inviando una lettera al presidente della giunta regionale Marco Marsilio e alla capitaneria di porto

«Il mare è un bene comune, non è un bene privato».
Questo l'oggetto della lettera che il consigliere comunale Armando Foschi ha inviato al presidente della giunta regionale abruzzese, Marco Marsilio, e al comandante della capitaneria di porto di Pescara, Fabrizio Giovannone.

La vicenda è quella ormai nota da 4 anni del varco di accesso al mare chiuso in piazza le Laudi tramite l'apposizione di una fioriera da parte del gestore dello stabilimento balneare "Lido delle Sirene".

Quella che sembrava una chiusura temporanea nel corso del tempo è diventata definitiva e dopo l'ennesimo inverno anche in questa estate l'accesso alla spiaggia risulta ostruito. Accesso che si era già ridotto al minimo rispetto al passato a causa delle iniziative dei balneatori. 

«Pescara ha conquistato per la quarta volta la Bandiera Blu ma, alla pineta dannunziana di Pescara, più precisamente in Piazza Le Laudi, la bandiera Blu non sventola», scrive Foschi nella missiva, «mi vedo costretto a tornare sul problema ricordando che: in piazza Le Laudi esiste un varco di accesso libero alla spiaggia, largo 2,5 metri, previsto dal piano spiaggia comunale, dal piano demaniale marittimo regionale, ribadito nel Sid – sistema informativo demaniale marittimo, tra le concessioni Lido delle Sirene e La Playa, un varco peraltro obbligatorio e necessario per garantire il passaggio ai soccorritori per eventuali emergenze, agli utenti della spiaggia, ai cittadini diversamente abili; Nel 2020, all’improvviso, quel varco è stato chiuso con l’utilizzo di fioriere, ovvero vasi di pietra e marmo con piante ad alto fusto, creando una barriera sia fisica che visiva, con l’apposizione di un cartello con il logo dello stabilimento balneare "Lido delle Sirene" e la scritta "Passaggio temporaneamente chiuso Causa Covid-19", Comunicazione inviata al Comune di Pescara e alla capitaneria di porto in data 8 giugno 2020"; Il varco è rimasto chiuso anche nel successivo periodo invernale e, con l’approssimarsi della stagione estiva - Anno - 2021, i cittadini hanno inoltrato diverse segnalazioni al Comune, agli uffici tecnici e ai consiglieri, per accertare la legittimità di quella chiusura».

Poi la ricostruzione dei fatti di Foschi prosegue così: «Per dare una risposta esaustiva alla città, personalmente ho rivolto una serie di domande all’amministrazione comunale attraverso un’interrogazione rivolta all’assessore pro tempore delegato, Maria Rita Paoni Saccone che, tramite il dirigente del servizio pianificazioni del Comune, Gaetano Silverii, ci ha risposto in forma scritta ufficializzando, tra l’altro che “gli uffici del Comune di Pescara non hanno mai autorizzato la chiusura del varco di 2,5 metri, avvenuta in asserita violazione delle disposizioni del piano demaniale marittimo regionale", e ancora che "la verifica del rispetto delle norme e dei provvedimenti, sia in materia demaniale sia in materia sanitaria (Covid 19) spetta alle amministrazioni, ai corpi e agli uffici che esercitano le funzioni di controllo e di vigilanza sulla spiaggia. Spetta a essi la verifica della congruità della chiusura del varco e della indicazione dei percorsi di entrata e di uscita dalla concessione rispetto alle disposizioni del piano demaniale marittimo regionale e delle ordinanze balneari»; Nel corso del sopralluogo effettuato in piazza Le Laudi dalla commissione Mobilità e Sicurezza del territorio in data 24/06/2021, si è potuto verificare, alla presenza dei rappresentanti della polizia locale, il perdurare della chiusura del varco con l’utilizzo di fioriere che rappresentano un ostacolo insuperabile al transito degli utenti, costretti dunque a varcare e attraversare le due concessioni balneari per raggiungere la spiaggia, con una grave limitazione alla libertà personale. E nell’occasione è stato registrato il pesante e comprensibile malcontento dei cittadini presenti che hanno rivendicato il proprio diritto di scendere sul litorale semplicemente attraversando il varco pubblico la cui presenza deve essere obbligatoriamente garantita per legge, senza dover necessariamente attraversare una concessione privata».

«Atteso che», prosegue Foschi, «a tutt’oggi gli uffici comunali, pare, non abbiano in alcun modo autorizzato la chiusura del varco di 2,5 metri, previsto normativamente come obbligatorio dal piano spiaggia comunale e dal Sid per garantire il diritto del libero accesso sulla spiaggia agli utenti, ai fruitori, a partire dai diversamente abili, oltre che ai mezzi di soccorso; La chiusura del varco poggia esclusivamente su comunicazioni di un concessionario che avrebbe liberamente e autonomamente effettuato la chiusura al fine di disciplinare gli ingressi e le uscite sulla spiaggia, impedendo un libero accesso che, a suo dire, non gli avrebbe permesso di garantire il rispetto delle prescrizioni ministeriali per la gestione dell’emergenza Covid-19; tale considerazione sembrerebbe poggiare però su un assunto errato, in quanto, sulla scorta delle disposizioni regionali e ministeriali, ciascun concessionario balneare è chiamato a gestire e disciplinare gli accessi alla spiaggia di propria competenza utilizzando esclusivamente le aree di pertinenza della propria concessione, né è data la facoltà o la possibilità di interdire al pubblico dei varchi demaniali di ingresso o uscita esterni allo spazio della singola concessione; Seppure, per paradosso, la misura di chiusura fosse stata realmente adottata per fronteggiare l’emergenza Covid 19, la stessa è ormai stata dichiarata conclusa da due anni, facendo dunque comunque venir meno l’esigenza di chiudere il varco, ovvero di disciplinare gli accessi sulla spiaggia nelle aree sottoposte a concessione». 

Poi Foschi ricorda che in 28 giugno 2021 il consiglio comunale ha votato all’unanimità un ordine del giorno sul caso ma «a oggi, nonostante tutto l’accesso alla spiaggia continua a essere ancora vietato ai diversamente abili, agli anziani, alle mamme con carrozzini, a tutte le utenze deboli e soprattutto agli eventuali soccorritori. Si chiede un deciso intervento, da parte delle autorità in indirizzo, ognuno per quanto di competenza, per riscontrare quanto esposto e porre fine al probabile abuso messo in atto».

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