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Dall'Aca arriva l'ok per le nuove vasche di raccolta delle piogge, ma è allarme siccità: "Manca la neve, si rischia un'altra crisi idrica"

Questa mattina nella seduta della commissione comunale ambiente presieduta da Ivo Petrelli è intervenuta la presidente dell'Aca Giovanna Brandelli che ha fatto il punto sugli interventi nel parco depurativo e per la possibile crisi idrica dovuta alla mancanza di neve

Buone notizie per le vasche di prima pioggia che l'Aca realizzerà per evitare sversamenti in caso di precipitazioni, mentre c'è preoccupazione per la mancanza di neve che potrebbe portare in estate ad una nuova pesante crisi idrica. A dirlo il presidente della commissione ambiente Ivo Petrelli, a margine della seduta odierna che ha visto la partecipazione della presidente dell'Aca Giovanna Brandelli, intervenuta in commissione per fornire un quadro della situazione inerente i lavori in corso a ridosso del  depuratore, un impianto di rilevanza fondamentale per una città che punta la propria economia principalmente sul mare

“Obiettivo del vertice è stato quello di verificare lo stato dei lavori in corso da un lato per il potenziamento del depuratore, dall’altro per il Parco depurativo, che comprenderà anche le vasche di prima pioggia. Come ha puntualizzato il presidente Aca Brandelli i lavori del Parco depurativo vanno avanti e sono state finalmente appaltate le opere per la realizzazione delle vasche di accantonamento delle acque di prima pioggia, perché il grande
problema della nostra città è che non c’è una separazione tra le acque bianche e le acque nere, che corrono nelle reti in un sistema misto. Questo significa che quando si verificano fenomeni di pioggia intensa, il nostro depuratore, che accoglie sino a 3.750 litri d’acqua al secondo, raggiunta la soglia massima va in tilt, costringendo, sino a oggi, lo sversamento diretto nel fiume delle acque reflue. E allora, da un lato le opere in corso mirano ad aumentare la capacità di trattamento del depuratore, dall’altro a realizzare in città almeno tre bacini di accantonamento delle acque di prima pioggia, bacini dunque che a fronte di un fenomeno violento di pioggia, trattengono le acque in eccesso che, una volta finito il nubifragio, vengono dirottate gradualmente al depuratore per essere trattate, riuscendo a spalmare il picco di afflusso e lo sforzo di depurazione in un lasso di tempo più lungo."

Problemi invece per la vasca di prima pioggia dell'impianto B0 della Madonnina che presente problemi di sedimenti ma che dovrebbe essere pronta nel 2024. Partito anche il pianto per la digitalizzazione della rete, che prevede l’installazione di segnalatori- misuratori di pressione lungo le condotte, piano finanziato con 11milioni di euro fondi del Pnrr che andrà concluso entro il 2026. Notizie non confortanti invece sul fronte della carenza idrica, provocato dall'assenza di neve sui monti abruzzesi:

Attualmente Aca sta emungendo 2mila litri d’acqua al secondo che è la disponibilità assicurata dai nostri impianti. È evidente che il picco estivo di 3.400 litri al secondo potrebbe causare una criticità se non ci saranno fenomeni nevosi entro le prossime settimane, fenomeni utili a ricaricare le sorgenti. Prima di parlare di emergenza idrica però Aca deve aspettare il mese di marzo, e a fronte di un’eventuale urgenza Aca chiederà alla Regione di poter utilizzare i pozzi d’emergenza di Bussi. Resta per ora parcheggiato il progetto finanziato dalla Regione per l’approvvigionamento delle risorse idriche per la costa ddriatica, relativo al potenziamento del potabilizzatore del Ruzzo a Montorio al Vomano, che però non ha tempi brevissimi di realizzazione”.

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