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Aca, il Comune di Pescara chiede le dimissioni dei vertici

Nel mirino di Mascia, Antonelli e Sospiri ci sono il presidente Di Cristoforo e l'intero consiglio di amministrazione dell'Ente, nonchè il Pd. Intanto l'udienza di pignoramento prevista per oggi in Tribunale è stata rinviata al 6 giugno

L’amministrazione comunale di Pescara è tornata a chiedere le dimissioni degli attuali vertici dell’Aca, a partire dal Presidente Di Cristoforo, “confermato lo scorso anno con una procedura illegittima”, sino all’intero Cda, che andrà sostituito “applicando i criteri di nomina previsti dalla Spending Review, ossia con soli due consiglieri nominati tra i dirigenti comunali, dunque a costo zero per l’Aca, e un Presidente eletto dall’Assemblea dei sindaci”.

La richiesta è stata rilanciata a tre giorni di distanza dalla nuova Assemblea dei sindaci già convocata per venerdì 19 aprile per nominare un nuovo consigliere d’amministrazione: “Nomina che chiediamo di bloccare per azzerare l’intero Cda, una misura ormai necessaria vista la situazione in cui versa l’Aca, gestita da quasi vent’anni dallo stesso partito, il Pd, che ha dimostrato la propria completa inadeguatezza”.

La richiesta vede in prima linea l’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli, il consigliere comunale Pdl Lorenzo Sospiri e il sindaco Luigi Albore Mascia. Per il primo cittadino, “Il caso inerente la gestione della risorsa idrica da parte dell’Aca ha del paradossale: un paradosso che, purtroppo, si riflette direttamente sulle pubbliche amministrazioni locali e, ovviamente, sui cittadini in termini di costi”.

“Il Pd – ha aggiunto l’assessore Antonelli – prima elegge di Cristoforo alla Presidenza dell’Aca in modo illegittimo, con tutti i sindaci schierati come una corazzata, poi, al primo incidente di percorso tecnico, come poteva essere la rottura dell’acquedotto Giardino, lo hanno aggredito e massacrato, come se Di Cristoforo fosse stato eletto dai marziani, e invece è stato eletto dal Pd che oggi si deve assumere la responsabilità delle scelte che ha fatto. Poi il Pd farà buona cosa impedendo ai propri sindaci di eleggere, venerdì, un Cda che deve andare a casa. Mi farebbe piacere capire come fa Di Cristoforo a liquidarsi 63mila euro di indennità di risultato, come se quel risultato fosse stato positivo”.

Intanto l’udienza di pignoramento prevista per oggi in Tribunale è stata rinviata al prossimo 6 giugno.

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