Marcozzi e Pettinari sulla zona rossa: "Centrodestra maglia nera per leggerezza e confusione"

Nella serata di ieri, domenica 15 novembre, infatti non è stata fornita una comunicazione univoca da parte degli esponenti del governo regionale riguardo alla chiusura di scuole e attività non essenziali

Non si placano le polemiche sulla gestione della probabile istituzione della zona rossa in Abruzzo da parte della maggioranza di centrodestra.
Nella serata di ieri, domenica 15 novembre, infatti non è stata fornita una comunicazione univoca da parte degli esponenti del governo regionale riguardo alla chiusura di scuole e attività non essenziali.

Situazione che ha contribuito a creare grande incertezza.

Sul tema intervengono anche Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, consigliera e vice presidente del consiglio regionale del Movimento 5 Stelle dopo l'incontro convocato da Marsilio con i maggiori esponenti di tutte le forze politiche: «La giunta regionale paga oggi la propaganda portata avanti nei giorni scorsi. Solo 15 giorni fa, il presidente Marsilio ci rassicurava sul fatto che che non ci fosse alcuna emergenza nelle terapie intensive; una settimana fa, mentre il presidente Marsilio era impegnato a fare l’ospite stabile di trasmissioni nazionali per attaccare le scelte del governo nazionale, il capogruppo di Fratelli d’Italia, partito dello stesso presidente, cavalcava le proteste dei ristoratori e criticava il governo nazionale per le chiusure e, solo due giorni fa, invitava le opposizioni a tacere perché l’Abruzzo era stato rapido nella riorganizzazione ospedaliera. Da ieri sera, a causa di post sui social e messaggi audio di componenti della maggioranza, che preannunciavano l’istituzione della zona rossa e la chiusura di tutte le scuole in Abruzzo, nella nostra regione regna il caos».

Questo quanto aggiungono i due pentastellati: «Genitori nel panico e file precatastrofiche nei supermercati, a causa del comportamento irresponsabile e ondivago di chi amministra la Regione, ci hanno spinto a fare domande puntuali e chiedere maggiore chiarezza su dati, numeri e studi e non sugli umori o le opinioni personali degli esponenti di centrodestra. L’indice Rt nella nostra regione, evidentemente grazie ai provvedimenti del governo centrale, si è abbassato da 1,51 a 1,34 e su mia specifica domanda in merito», prosegue Marcozzi, «il direttore D’Amario ha dichiarato che i focolai sembrerebbero in aumento e, inoltre, i posti nelle terapie intensive e l’ospedalizzazione hanno superato nella nostra regione le soglie di “cut-off” (le soglie critiche) rispettivamente del 30% e 40%. Se questi dati dovessero aumentare, a detta del direttore D’Amario, si rischierebbe, di compromettere l’assistenza puntuale per le terapie salvavita legate alle patologie tempo-dipendenti. Dunque l’istituzione della zona rossa con l’eventuale chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sarebbe un provvedimento preventivo basato su proiezioni e non sulle effettive esigenze attuali. Ho chiesto che ci venga fornita la relazione del Cts regionale dalla quale si evincerebbe la richiesta di adozione di provvedimenti maggiormente restrittivi e che chiede, a maggioranza e non all’unanimità, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado».

Così conclude la nota del M5s con le parole della Marcozzi:

«In ogni caso se il presidente Marsilio deciderà di istituire la zona rossa e in aggiunta di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado, contrariamente a quanto previsto nei Dpcm, ai pareri del Cts nazionale e alla linea intrapresa da tutti i paesi europei in lockdown, ho chiesto che provveda a prevedere lo stanziamento di adeguati fondi di ristoro per le attività che chiuderanno e per istituire un Bonus babysitter regionale. Hanno trovato 6 milioni di euro per il Napoli calcio, ora hanno il dovere di non far pagare agli abruzzesi il frutto della loro inadeguatezza amministrativa».

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