Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Abruzzo in zona bianca ma Masci firma un'ordinanza per regolare la chiusura dei locali della movida

Il sindaco di Pescara sta per dare l'ok alla chiusura di bar e ristoranti alle 00:30 durante la settimana e all'1:30 nel weekend. Protesta Confartigianato

Da lunedì 7 giugno l'Abruzzo sarà in zona bianca, e quindi non ci sarà coprifuoco, ma il sindaco di Pescara Carlo Masci sta per firmare un'ordinanza che regolerà la chiusura dei locali della movida (bar e ristoranti) alle 00:30 durante la settimana e all'1:30 nel weekend. Il provvedimento è destinato a creare polemiche perché gli esercenti sperano proprio nella fine dei divieti per poter riaprire liberamente e senza vincoli, in modo da riuscire a recuperare il tempo perso. Tuttavia non bisogna mai dimenticare che, specialmente per piazza Muzii e dintorni, ci sono da contemplare anche le esigenze dei residenti, che hanno diritto a un riposo tranquillo.

"Equilibrio e sintesi di buon senso", afferma il sindaco. "C'è stata una discussione in cui abbiamo considerato gli aspetti amministrativi, sociali ed economici. Per luglio e agosto lasciamo una porta aperta anche per verificare comportamenti e rispetto delle regole. Non è escluso che ci sia un ordine del giorno da approvare in consiglio comunale per dare certezza all'impianto dell'ordinanza".

Dura la replica di Confartigianato Pescara: "Con questi orari - dicono il direttore Fabrizio Vianale, il presidente Giancarlo Di Blasio, la vicepresidente Barbara Lunelli e il referente del distretto food and beverage di piazza Muzii, Mario Palladinetti - gli utenti saranno costretti a scegliere tra la cena e il dopocena, perché a queste condizioni diventa impossibile fare entrambe le cose. Il governo ci dichiara zona bianca senza prevedere limitazioni di orario o ulteriori restrizioni, il governatore Marco Marsilio invita a nutrire 'il giusto ottimismo necessario a rilanciare l'economia', ma a Pescara si va verso un provvedimento totalmente contrario".

E non finisce qui: "Dall'amministrazione - aggiungono i rappresentanti dell'associazione - ci saremmo aspettati scelte più coraggiose e lungimiranti. Un gruppetto di residenti infastiditi dai rumori antropici, assecondati dalla politica per meri fini elettorali, di fatto impedisce la ripresa economica e lo sviluppo turistico della città, apprezzata in tutta Italia per la sua vivacità. Ben consapevoli di come, quella dei residenti, sia una questione annosa e della necessità di trovare una soluzione, avevamo chiesto di rimandare alla fine dell'estate la discussione sul tema per consentire agli operatori di lavorare al meglio durante la bella stagione e di rimettersi in piedi".

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