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L'Abruzzo è la prima regione in Italia a garantire l'esonero delle tasse universitarie per i detenuti [VIDEO]

La legge regionale, presentata dal consigliere Santangelo, prevede a partire dall'anno accademico 2021/2022 l'esonero per i detenuti degli otto istituti penitenziari abruzzesi

L'Abruzzo, grazie ad una legge regionale, è la prima regione italiana che esonera dal pagamento delle tasse universitarie i detenuti. Questa mattina la legge, proposta dal consigliere e vicepresidente del consiglio Santangelo, è stata illustrata alla presenza del garante per i detenuti Cifaldi.

I detenuti degli otto istituti penitenziari della nostra regione, a partire dall'anno accademico 2021/2022, non pagheranno le tasse per gli studi universitari, come spiega Santangelo aggiungendo che se da un lato è giusto scontare le pene all'interno di un carcere, dall'altro è doveroso dare una possibilità a chi ha sbagliato.

"In tal senso, la cultura e l’istruzione rappresentano senza dubbio il primo gradino per riabilitare una persona all’interno della società una volta che ha scontato le proprie pene.

L’Abruzzo, grazie al rapporto virtuoso con il Garante dei detenuti Gianmarco Cifaldi, è la prima regione in Italia a varare un provvedimento in questo ambito e sicuramente altre amministrazioni seguiranno il nostro esempio. Questo provvedimento dimostra la nostra volontà di andare avanti in un processo caratterizzato da politiche attive virtuose dove il carcere non è solo punitivo ma offre la possibilità di raggiungere un riscatto sociale alla fine di un percorso di riabilitazione”.

Lo stesso Cifaldi ha sottolineato l'importanza di questo provvedimento, aggiungendo che nel carcere di Pescara si sta pensando di realizzare un polo didattico a disposizione di tutti i ristretti che intendono mettersi in discussione e vogliono crearsi un percorso per il futuro, che raccoglierà tutti gli studenti detenuti di Teramo, Sulmona, Lanciano, Pescara e Chieti

“Visto che non è possibile seguire le lezioni in modo sincrono, abbiamo creato delle condizioni per seguire in modalità asincrona caricando le lezioni dei docenti su pen-drive che poi vengono distribuite con il materiale didattico. Noi dobbiamo pensare che le persone che sono in carcere stanno sì scontando una pena ma non possono essere abbandonante dalla società civile. E’ nostro dovere creare le condizioni per un reinserimento completo nel mondo del lavoro e della società e in questo senso è sempre attivo il numero verde per essere vicini alle esigenze della popolazione penitenziaria”

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