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In Abruzzo ancora ritardi per la cassa integrazione in deroga, Marcozzi (M5s): "Inerzia inaccettabile dalla giunta Marsilio"

La capogruppo alla Regione del M5s attacca la giunta Marsilio per i ritardi nella gestione delle domande per la cassa integrazione in deroga per le micro imprese abruzzesi

Ritardi ed inerzia inaccettabili, nonostante i solleciti fatti già da diverse settimane, che rischiano di mettere in ginocchio 54 mila lavoratori abruzzesi. Duro attacco alla giunta Marsilio della capogruppo alla Regione del Marcozzi sulla questione della cassa integrazione in deroga, la cui raccolta e trasmissione delle domande è di competenza dell'ente regionale.

Secondo la pentastellata, la piattaforma telematica per la presentazione delle domande è stata attivata con gravi ritardi, ai quali ora si uniscono quelli inaccettabili nel completamento delle procedure per inviare all'Inps le richieste delle aziende e far procedere con la liquidazione sui conti correnti dei singoli lavoratori.

Una lentezza che sta mettendo in ginocchio chi ne ha fatto richiesta, cioè le micro imprese da 1 a 5 lavoratori, la colonna portante dell'economia abruzzese e che investe una platea di 54.000 lavoratori. E in questo caso non ci sono rimpalli di responsabilità che tengano: gli unici a dover portare a termine il procedimento sono il presidente della giunta Marsilio e l'assessore Fioretti, che dopo più di un mese di lockdown devono delle spiegazioni ai lavoratori abruzzesi e sul perché, fino a ora, la Giunta regionale li abbia abbandonati

M5S: "IN ABRUZZO TUTTO FERMO PER LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA"

In altre regioni, aggiunge la Marcozzi, le procedure sono già terminate e la crisi economica non aspetta i tempi infiniti di Marsilio ed i suoi assessori. Il governo Conte ha già dato risposte concrete sbloccando i fondi destinati alle aziende ma ora manca solo la buona volontà del centrodestra abruzzese:

"Se avesse impiegato il tempo speso sui social e sulla stampa a scaricare colpe allo Stato per le pratiche della Cig in deroga, oggi forse racconteremmo una storia diversa. Si diano una svegliata prima che sia troppo tardi e il presidente Marsilio valuti se non sia il caso di rimuovere i responsabili di questo disastro"

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