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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Politica

Ferro di Cavallo, in consiglio per il "sì" al progetto di abbattimento e ricostruzione, il comitato di quartiere: "Rivediamolo insieme"

Ennesimo appello al sindaco e la maggioranza dopo la bocciatura delle oltre 600 osservazioni presentate: reiterata la richiesta di cambiare la destinazione d'uso del nuovo stabile destinandola a servizi e attività commerciali

Il progetto definitivo per l'abbattimento e la ricostruzione del Ferro di Cavallo approderà domani in consiglio comunale per l'approvazione definitiva.

Alla vigilia del voto il comitato di quartiere Per una nuova Rancitelli, dopo aver visto respinte il 31 agosto tutte le 643 osservazioni presentate per chiedere modifiche al progetto di ricostruzione, torna ad appellarsi al sindaco, la giunta e tutto il consiglio di “ascoltare la voce dei cittadini eliminando scontri e contrapposizioni che non vanno a beneficio di nessuno – scrive in una nota -. Chiediamo al sindaco Masci e a tutta la maggioranza, che sicuramente in consiglio comunale approverà in maniera definitiva la variante, di prendere in considerazione seriamente la proposta sottoscritta da oltre mille cittadini e di verificarne la fattibilità rafforzando ulteriormente il processo decisionale”.

Aver cassato le osservazioni per il comitato è stato “un grave errore di valutazione” in particolare proprio in riferimento a quella firmata da mille cittadini con cui si chiedeva il cambio di destinazione d'uso del progetto portandolo da da residenziale a commerciale e dotato di servizi con la richiesta anche della riduzione volumetrica della nuova costruzione. “In sostanza – afferma il comitato - , preso atto della volontà irrevocabile di demolire e ricostruire, abbiamo chiesto la ricostruzione di uno spazio ad uso servizi/commerciale di proprietà dell’Ater che sarebbe poi da affittare ad enti pubblici per la realizzazione di servizi (biblioteca regionale, uffici Ater, distaccamento uffici comune di Pescara, e così via”. Alla base del rigetto delle osservazioni, sottolinea, “una serie di motivazioni che vanno dalla impossibilità di verificare le identità di tutti i cittadini firmatari con aggravio del lavoro a carico dell’ufficio all’incoerenza rispetto alla tipologia di variante adottata con la deliberazione”.

“La volontà di rimettere ad un ufficio tecnico una scelta politica che si sarebbe dovuta discutere in consiglio comunale per noi è molto grave poiché un ufficio tecnico ha effettuato una valutazione che, a nostro avviso, è discrezionale e politica – conclude il comitato - . Se l’obiettivo della demolizione è comune a tutti non vediamo perché la ricostruzione non possa diventare anch’essa soluzione condivisa tra amministratori e cittadini lavorando insieme per il bene comune”.

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