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25 aprile, Masci: "Oggi è il giorno della nostra Libertà"

In occasione della Festa della Liberazione, il sindaco di Pescara ha voluto fare una riflessione anche sulla guerra in Ucraina

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha partecipato questa mattina in piazza Garibaldi alle celebrazioni per la 77esima ricorrenza della festa della Liberazione. La cerimonia si è tenuta alla presenza del prefetto Giancarlo Di Vincenzo, delle massime autorità civili, religiose e militari, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma, degli studenti delle scuole cittadine e della cittadinanza. Dopo l’alzabandiera e lo schieramento del Reparto d’onore in armi, l’arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, ha benedetto la corona d'alloro.

Infine ci sono state la resa degli onori ai caduti e la deposizione della corona di alloro innanzi al monumento dei caduti civili e militari di tutte le guerre. In rappresentanza delle scuole secondarie di II grado della città di Pescara, gli studenti del liceo classico Gabriele d’Annunzio, del liceo scientifico Leonardo da Vinci, del liceo scientifico Galileo Galilei del liceo statale Guglielmo Marconi, dell’istituto tecnico Tito Acerbo e dell’istituto professionale di Stato servizi per l’enogastronomia e l'ospitalità alberghiera Filippo De Cecco hanno esposto delle riflessioni sul significato della ricorrenza.

Queste le parole del primo cittadino: "Parlare di libertà, di resistenza, di diritto a opporsi a chi aggredisce ed esercita la violenza, non è rievocazione istituzionale ma è purtroppo una fotografia della realtà e dei nostri giorni. Pensavamo di aver tenuto per sempre la guerra fuori dall’Europa dopo il secondo conflitto mondiale, e invece la Jugoslavia ieri e l’Ucraina oggi ci costringono a rivedere e a rivivere gli orrori del passato. Il 25 aprile è una data-simbolo alla quale noi dobbiamo dare un significato che non sia quello della retorica celebrativa. Abbiamo noi tutti il dovere morale di combattere ogni giorno le manifestazioni di intolleranza ideologica e di arrogante manicheismo che, oltre a rendere un pessimo servizio alla storia e alla verità, offendono tutti coloro che hanno davvero a cuore i valori della festa della liberazione: la festa della libertà".

Poi ha aggiunto, sulla sua pagina Facebook: "Oggi è il 25 aprile, la festa della Liberazione, il giorno della nostra Libertà. Oggi più che mai, con la guerra in Europa, questa giornata non può e non deve essere un puro esercizio di retorica, ma deve rappresentare la speranza per tutti i popoli di poter vivere in un mondo libero, in pace, senza guerre, senza aggressioni, senza prepotenze. Viva l'Italia libera, viva la pace in Ucraina!". Polemiche per il fatto che Masci non abbia minimamente menzionato i nazifascisti e la conseguente lotta di liberazione che caratterizzò la guerra civile.

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