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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Dicembre decisamente caldo in Abruzzo, le temperature più alte nel Pescarese: Catignano da record

Quello del 2022 resta il più caldo della storia recente, ma il 2023 ha confermato la tendenza con una media di 2,3 gradi in più rileva il Cetemps. La dottoressa Ferretti: "Innalzamenti evidenti, sorprende il temporeggiare delle nazioni nell'attuare le contromisure"

Un dicembre decisamente dal caldo eccezionale in Abruzzo seppur non quanto quello del 2022. Rispetto alla media di riferimento climatologico 1991-2020 è stato più caldo di 2.4 gradi centigradi oltre a essere stato più secco e con precipitazioni più scarse: in media del 67 per cento rispetto alla climagologia.

Le temperature più alte si sono registrate nell'entroterra Pescarese con punte di più 3.2 gradi e una Catignano da record: quello del 2023 per il comune della provincia è stato il più caldo degli ultimi 50 anni.

I dati emergono dalle rilevazioni mensili del Cetemps, il Centro di eccellenza in telerilevamento e modellistica previsionale di eventi severi dell’università dell’Aquila, tra i pochi atenei italiani uno dei pochi atenei italiani a rilasciare una laurea magistrale in Atmospheric Scince and Technology (Lmas), titolo di studio certificato e riconosciuto a livello europeo

È il secondo anno consecutivo che, in Abruzzo, nel mese di dicembre, vengono riscontrate dal Centro di eccellenza diretto dalla professoressa Rossella Ferretti temperature più alte della media e scarse precipitazioni. Dicembre 2022, infatti, aveva fatto registrare temperature massime più alte di 3,5 gradi centigradi rispetto alla media rilevata nel periodo 1991-2020 (il più caldo di sempre nella storia recente in Abruzzo), e precipitazioni meno abbondanti del 18 per cento, sempre a livello regionale.

Non solo. Sempre dai dati analizzati dal Cetemps, qualche mese fa, era venuto fuori come il mese di ottobre 2023 sulla Regione Abruzzo fosse stato più caldo di 4.3 gradi centigradi rispetto alla media di riferimento climatologico 1991-2020, classificandosi di gran lunga il più caldo occorso nella serie storica degli ultimi decenni, con precipitazioni più scarse in media del 64 per cento con estremi di meno 90 per cento.

“Dai report degli ultimi mesi - afferma Ferretti - si evince chiaramente che c’è un innalzamento delle temperature medie, tant’è che possiamo dire che, pur essendo astronomicamente entrati in inverno, di inverno abbiamo avuto solo brevi assaggi. Ne avremo altri ma questo non cambia la sostanza del problema e cioè che stiamo assistendo alle conseguenze del riscaldamento climatico. Questa affermazione non è basata, ovviamente, solo sull’analisi dei dati della nostra regione ma sul fatto che i nostri dati sono in linea con quelli provenienti dalle osservazioni a livello globale. Quello che sorprende è come, a fronte di questa evidenza, i rappresentanti delle nazioni ancora temporeggino sulle contromisure da adottare, come risulta dagli esiti della Cop28, dove sono stati rimandati al 2050 provvedimenti essenziali per mantenere la temperatura all’interno di un incremento accettabile, al fine di non avere effetti disastrosi sul clima del nostro pianeta”, conclude.

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