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Martedì, 24 Maggio 2022
mobilità

La denuncia della Fiab: "Sui treni regionali abruzzesi ancora problemi per i ciclisti"

A darne notizia il coordinatore interregionale della Fiab Giancarlo Odoardi che segnala come siano stati rifiutati nuovamente dei cicloturisti sui treni regionali

Ancora una volta cicloturisti rifiutati sui treni regionali. La denuncia arriva dalla Fiab con il coordinatore interregionale Abruzzo Molise Giancarlo Odoardi, che segnala come alcuni utenti siano stati rifiutati in quanto mancavano posti disponibili sui treni, paradossalmente nelle zone dove è più concentrato il turismo il bicicletta e per questo occorre aumentare i posti sui treni regionali Tua e di Trenitalia, ma non ci saranno mai posti a sufficienza considerando l'aumento di questo genere di utenza negli ultimi anni e in previsione di un ulteriore aumento per l'immediato futuro:

"Occorre, quindi, come più volte richiesto dalla Fiab, una visione integrata e dinamica della mobilità ciclistica a 360 gradi, che permetta di dotare i percorsi cicloturistici di punti di noleggio dei mezzi, sia pubblici che privati, permettendo ai turisti di trovare in loco le biciclette adatte, in prossimità dei punti di interscambio, quali stazioni ferroviarie o terminal bus. Per chi, invece, utilizza l'intermodalità treno-bici o treno-bus-bici per gli spostamenti quotidiani, potrebbe essere incentivato l'acquisto di biciclette pieghevoli, anche a pedalata assistita, per potersi spostare più agevolmente con i mezzi pubblici senza utilizzare i pochi stalli ricavabili sugli stessi.
Naturalmente, nei periodi primaverili-estivi, l'offerta di trasporto pubblico per i ciclisti andrebbe rafforzata, anche con corse specifiche con carrozze dedicate, per i treni, o carrelli portabici per i bus di linea."

Per Odoardi, va costituito un appostio ufficio per la mobilità turistica e l'approvazione di un piano regionale di settore che individui itinerari e servizi per i ciclisti, dando le linee guida per i piani provinciali ed i biciplan comunali:

"La Fiab ricorda anche la mancanza, in Regione, della figura del mobility manager, obbligatoria per legge, che potrebbe collaborare con gli omologhi mobility manager d'area comunali per la risoluzione delle problematiche legate agli spostamenti casa-lavoro o casa-scuola, anche in un'ottica di intermodalità tra Tpl e uso della bicicletta."

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