La preoccupazione dei ciclisti pescaresi della Fiab: "Con la fase 2 rischiamo un boom di traffico per le auto private"

Secondo l'associazione dei ciclisti anonimi pescaresi, occorre che l'amministrazione comunale metta a punto alcune misure ed interventi per scoraggiare l'uso delle vetture private

Con la fase 2 dell'emergenza Coronavirus, si rischia un eccessivo uso delle auto private in città, a discapito della bicicletta che invece dovrebbe avere un ruolo centrale nella fase di ripartenza dopo il lockdown. A dirlo la Fiab Pescarabici che lancia un appello al sindaco Masci ed all'amministrazione comunale per mettere in campo iniziative ed interventi che possano incentivare l'uso della bicicletta. Appare infatti probabile che ci sarà un allontanamento dall'uso di mezzi pubblici per la questione del distanziamento sociale favorendo l'uso dell'auto, occupata da una sola persona.

TRASPORTI, UN TAVOLO REGIONALE PER LA FASE 2

Una situazione ingestibile che potrebbe portare ad un aumento e congestione del traffico ancora peggiore rispetto alla situazione di normalità nella nostra città ed in tutta l'area metropolitana. Per questo, vanno incentivate anche politiche per l'uso delle biciclette quando ci si reca a fare la spesa o nei negozi di prossimità, magari con campagne promozionali.

Fra le proposte messe in campo dalla Fiab:

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  • corsie ciclabili pop-up o di emergenza, con sola segnaletica cromatica o di altra natura (transenne, birilli, traslazione/riduzione di parcheggi auto), bike parking di prossimità nonché stalli diffusi, senso unico eccetto bici;
  • in particolare realizzare bike line provvisorie su strade principali ad alta densità di traffico, direttrici fondamentali per il raggiungimento di edifici pubblici, servizi, scuole ecc, quali, ad esempio: corso Vittorio Emanuele, via Nicola Fabrizi, via Venezia, via Ferrari, via Marconi, via Benedetto Croce;
  • promuovere la creazione di zone 30, ovvero non semplice limite di 30 km/h, ma vere interventi organizzativi della mobilità locale, anche temporanei, in aree in cui non risultasse agevole realizzare ciclabili temporanee o d’emergenza

L'associazione chiede dunque all'amministrazione comunale di invitare Tua a sostenere questi obiettivi sia in termini di capacità di trasporto di persone e biciclette, che per la frequenza delle corse lungo le linee principali, nonchè la Asl ad intraprendere sistemi di gestione per i pazienti che possano prevenire malattie respiratorie per le polveri sottili.

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