Lunedì, 14 Giugno 2021
mobilità

Il comitato "Strada Parco bene comune": "Potature sbagliate fuori stagione al servizio del filobus che non c’è"

Nuove critiche vengono mosse nei confronti dell'amministrazione comunale per la potatura degli lungo l'ex tracciato ferroviario

«I lavori di potatura in corso d’opera sulla Strada Parco, disposti dal Comune di Pescara per creare spazio alle lampade led malamente posizionate in mezzo ai rami degli alberi a dimora, costituiscono un vero e proprio oltraggio al buonsenso e alla sana e prudente gestione della cosa pubblica».
A muovere questa critica è Ivano Angiolelli del comitato "Strada parco bene comune".  

«È sbagliata la stagionalità violata dall’operazione maldestra, al pari della pessima qualità complessiva dell’intervento, che si protrae ormai da alcuni mesi sulla sede riservata al filobus mai nato», si legge in una nota, «all’articolo 16 del regolamento comunale, è prescritto che la potatura degli alberi (generalmente, quelli sani non necessitano di potatura), dovrebbe riguardare solo i rami secchi, ovvero malati perché attaccati da parassiti, che potrebbero pregiudicare la salute e quindi la stabilità degli alberi medesimi. Non è disciplinata, naturalmente, la deramificazione massiva delle chiome per consentire alle lampade led malcapitate di diffondere al meglio la luce sul territorio. Permangono vaste zone d’ombra sul marciapiede lato monte a scapito della sicurezza pubblica dei pedoni. Al danno per gli alberi, si aggiunge quello inflitto alle numerose specie di uccelli nidificanti in questo periodo dell'anno. Siamo infatti in piena stagione riproduttiva e, nei nidi realizzati tra i rami degli alberi potati a sfregio, le specie della famiglia dei fringillidi, che oramai popolano le nostre città, hanno già deposto la prima covata: fringuelli, verzellini, verdoni, cardellini». 

Questo poi quanto aggiunge Angiolelli del Comitato Strada Parco bene comune: «La mancanza di rispetto per l'ambiente e per la vita è sempre insopportabile, diviene poi fonte di profonda amarezza quando è perpetrata con leggerezza dagli enti pubblici. Istituzioni che avrebbero il dovere di far rispettare leggi e regolamenti e dovrebbero agire da esempio di comportamento. È singolare che il Comune di Pescara violi deliberatamente le norme del regolamento che l’ente stesso si è dato per la tutela del verde urbano, in conformità alla delibera del consiglio comunale numero 132 dell’8 settembre 2007. Tanto più a beneficio velleitario di un impianto filoviario di pura fantasia, i cui lavori - fermi al palo bianco dal marzo 2015 - non potranno riprendere a causa dell’urgenza incombente dei parcheggi estivi, che si ripresenta puntualmente tutti gli anni dal lontano 2011. Ma non si era preannunciato in pompa magna ai quattro venti, da sindaco e presidente Tua in corrispondenza di amorosi sensi, che il filobus sarebbe finalmente partito a gennaio 2022 e, magari, anche prima - perché no - della fine dell’anno? Sarebbe ora di finirla a prendersi gioco dei cittadini, dopo un quarto di secolo di brutte figure e vane promesse, con la rinuncia definitiva a un impianto che ha procurato, sta procurando in questi giorni, e procurerà nel divenire, solo danni rilevanti al patrimonio comune e all’Erario dello Stato, con zero benefici per il trasporto rapido collettivo in sede propria. È paradossale e mortificante che gli organi di rigore e controllo assistano passivamente a tanta scelleratezza, col favore del MIMS sodale, primo responsabile del pessimo affare. Avanti di questo passo, l’Italia non sarà mai un Paese normale».

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