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Per una transizione giusta la ricetta è la sostenibilità d’impresa

La pandemia ha agito da evidenziatore di criticità e da acceleratore di cambiamento: da un lato sta moltiplicando gravi impatti economici e sociali, dall’altro sta rafforzando processi già in atto facendo emergere con più chiarezza le vere priorità

I business leader devono mettere al primo posto la sostenibilità d’impresa se vogliamo realizzare “società più resilienti, sane ed inclusive” post Covid-19. La pandemia, d’altronde, ha agito da evidenziatore di criticità e da acceleratore di cambiamento: da un lato sta moltiplicando gravi impatti economici e sociali e dall’altro sta rafforzando processi già in atto facendo emergere con più chiarezza le vere priorità. A tutti i livelli, compreso quello delle grandi aziende multinazionali. Per le Nazioni Unite, l’emergenza sanitaria in cui siamo immersi da 1 anno rivela la necessità urgente di avere leader e dirigenti d’azienda “trasformativi”, che guardino oltre i profitti a breve termine per rendere la sostenibilità e la resilienza a lungo termine una priorità aziendale.

È il nocciolo dell’ultimo rapporto sul Global Compact, la più condivisa iniziativa internazionale per la sostenibilità d’impresa. In altri termini, esiste un binario “corporate” nella via per una transizione giusta – per l’ambiente, per l’economia, per la società. E ha un ruolo altrettanto importante di quello riservato ai governi. In questo ambito, un posto di assoluto rilievo spetta a chi opera nel settore energetico, pilastro centrale di qualsiasi scenario di transizione. È sulla base di questa consapevolezza, e dentro le coordinate di una just transition, che si muove e sviluppa la strategia per la sostenibilità d’impresa delle aziende attive in un settore ad alto impatto come quello energetico, oggi chiamato a rinnovarsi ed evolvere per guidare il cambiamento.

Fondamentali i Sustainable Development Goals, parte dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L’analisi degli scenari è uno degli elementi che permettono di guidare il cambiamento verso una società low carbon e socialmente più equa. Il primo caposaldo, quindi, è il contrasto del cambiamento climatico perché esso modifica i paradigmi del settore più importante nel quale l’azienda è storicamente impegnata.

Poiché gli idrocarburi continueranno, anche negli scenari più ottimistici, ad avere un peso nel mix energetico globale, operare nel campo dell’estrazione, sia a terra che offshore, comporta necessariamente un rischio elevato sul fronte dell’impatto ambientale. Sotto questo profilo, l’accento va posto verso la prevenzione. Anche la pandemia ci ha insegnato a caro prezzo quanto siano legati, alle conseguenze per la salute umana, gli impatti sugli ecosistemi sensibili. Non bisogna dimenticarlo.

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