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Rifiuti in Abruzzo: ritardi pesanti nella raccolta differenziata

La differenziazione dei rifiuti in Abruzzo è indietro di almeno un decennio e occorerebbe attuare misure innovative per recuperare il tempo perso. E' quanto emerso dal seminario "Eco/nomia del Rifiuto:Opportunità per il territorio"

La differenziazione dei rifiuti in Abruzzo è indietro di almeno un decennio e occorerebbe attuare misure innovative per recuperare il tempo perso. Questo, in sintesi, è quanto emerso dal seminario "Eco/nomia del Rifiuto:Opportunità per il territorio", promosso dalla società pubblica dei Comuni pescaresi Ambiente Spa in collaborazione con la facoltà di Economia dell’università D’Annunzio, l’associazione Studi Ambientali e una serie di partner tecnici come il centro studi Craisi, Confservizi e Federambiente, la sigla che riunisce le società pubbliche operanti nel campo dei rifiuti.

Stando ai dati forniti dall'analisi dell'associazione Studi Ambientali, illustrati da Francesco Montefinese, l’Abruzzo produce annualmente 564 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, di cui meno di 130 mila differenziati, cifra che corrisponde al 18,6 per cento del totale.

L'Abruzzo è indietro del 16,4 per cento rispetto all'obiettivo prefissato: si calcola che la raccolta indifferenziata gravi sulle tasche degli abruzzesi per 11 milioni 114 mila euro. «L’Abruzzo registra un pesantissimo ritardo rispetto ai limiti fissati dalle direttive dell’Unione Europea nella percentuale complessiva di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti» ha spiegato Montefinese agli amministratori che hanno preso parte in qualità di pubblico al seminario, tra i quali il presidente della Provincia Guerino Testa e l’assessore comunale di Pescara Isabella Del Trecco.

Montefice ha evidenziato, inoltre, che «è necessario uno sforzo organizzativo di sistema, in grado di realizzare un nuovo modello di filiera nel riutilizzo, recupero, riciclaggio e riduzione dei rifiuti». L’obiettivo che deve porsi l'Abruzzo non è soltanto la riduzione dei costi del servizio per i cittadini, ma anche la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera, il risparmio di materie prime e incentivare le opportunità lavorative che il differenziamento dei rifiuti crea.

Durante il convegno, moderato dal giornalista Carmine Perantuono, sono emersi dati estremamente importanti: i dati prodotti dall'analisi del Consorzio Nazionale Imballaggi, Conai, e dal centro analisi Althesys rivelano che grazie alla raccolta differenziata di vetro, plastica, metalli, legno e carta, sono stati ottenuti 7,8 miliardi di euro di vantaggi, per l'intero sistema economico, e circa 90.000 nuove opportunità lavorative, con la nascita di migliaia di aziende operanti nel settore della differenziata, che pur tra ritardi e problemi, sta crescendo esponenzialmente. Si stima, infatti, che siano stati riciclati 7,2 milioni di tonnellate di imballaggi, cifra che corrisponde al recupero di circa il 65 per cento di quelli immessi sul mercato. 

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