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Tutti insieme per dire no alla sede unica della Regione sull'area di risulta: ecco "Un mare di verde per Pescara"

Talk di approfondimento sul progetto del parco centrale e tanta musica con l'esibizione - tra gli altri - di Domenico Imperato, Miriam Ricordi e 99 Cosse. Sul palco anche 'Nduccio

Si è tenuta oggi, negli spazi del Dopolavoro Ferroviario, la manifestazione "Un mare di verde per Pescara", che ha avuto un duplice obiettivo: dire no alla costruzione della sede unica della Regione sull'area di risulta e proporre una nuova visione di città rispolverando il vecchio progetto di un parco negli spazi dell'ex stazione ferroviaria. Una questione che va avanti da oltre 30 anni e che ancora non sembra aver trovato una soluzione definitiva. 

Non è mancata l'esibizione di musicisti locali come Domenico Imperato, che ha proposto anche il suo ultimo singolo "Bosco", e Miriam Ricordi. Quest'ultima ha eseguito varie canzoni, tra cui "Colpa dei pensieri" e la cover di "Guarda che luna" di Fred Buscaglione, per poi tornare sul palco verso la fine improvvisando una jam session con i 99 Cosse, 'Nduccio e lo stesso Imperato. Lo street artist Mr. Wolf ha invece realizzato in estemporanea un suggestivo murales.

Durante la giornata si sono altresì svolti alcuni talk di approfondimento: quello del pomeriggio è stato gestito da Massimo Palladini, presidente della sezione Italia Nostra "Gorgoni" di Pescara, che ha spiegato che "una proposta come il teatro o altre forme di cultura non può essere equivalente a degli uffici regionali. Sono anni che parliamo di una città multipolare e resiliente, per questo ci opponiamo".

Un mare di verde per Pescara

Per il professor Pietro Rovigatti, docente del dipartimento di architettura all'Ud'A, "L'università potrebbe essere un corpo intermedio tra società civile e decisori amministrativi. In un momento storico come questo, dove la partecipazione non esiste, c'è un grande bisogno di dialogo. Italia Nostra ha fatto la scelta giusta di coinvolgere associazioni e cittadini. Alle persone che oggi sono qui viene consegnato un ruolo di avanguardia, anche politica".

Per quanto riguarda l'area di risulta, ha aggiunto Rovigatti, "l'università si è occupata di questa zona, che è una delle più protette ma che da trent'anni aspetta una destinazione. Se gli alberi fossero stati piantati prima, generazioni di bambini avrebbero giocato in quest'area. E invece i soldi pubblici sono stati investiti per fare un parcheggio, ma i cittadini che restituzione hanno avuto? Nessuna. Da trent'anni stiamo consegnando quest'area ai parcheggi". Chiaramente, secondo Rovigatti, l'idea di creare in quest'area la sede unica della Regione non va nella direzione di un "servizio pubblico" da offrire ai cittadini, in quanto un parco sarebbe più importante (e necessario) di un palazzo con uffici. 

Sulla stessa linea anche Angelo D'Alonzo, presidente dell'ordine degli architetti di Pescara: "Per anni la Regione non ha saputo individuare un'area dove costruire la sede unica, e ora sottrae una risorsa importante nel cuore della città. Qui ci andrebbe un grande parco urbano, che dialoghi con la città". Tra coloro che oggi si sono affacciati segnaliamo l'ex consigliere comunale Mario Sorgentone, l'economista Pino Mauro, il segretario regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri, e gli esponenti del Pd Piero Giampietro, Stefania Catalano, Antonio Blasioli, Marco Presutti e Giovanni Di Iacovo. Il tutto sapientemente orchestrato da "Le Pine", ossia Simona Barba e Isabella Micati.

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