Giovedì, 23 Settembre 2021
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Il ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso ha perso il 65% della sua superficie negli ultimi 25 anni

A fare il punto della situazione riguardo allo stato attuale del Calderone è Legambiente

Il ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso, dal 2000, è diviso in due glaciovenati: uno superiore e uno inferiore.
E negli ultimi 25 anni la sua superficie si è ridotta del 65 per cento e il spessore è diminuito di 9 metri.

A fornire questi dati è Legambiente che spiega: «Il Calderone è un laboratorio naturale per comprendere al meglio i cambiamenti climatici e gli effetti ambientali delle attività umane. La sua capacità di risposta veloce ai cambiamenti climatici ci fornisce dati utilissimi per  capire come si evolverà il clima nei prossimi anni».

I due glacionevati sono ricoperti del solo detrito a fine estate. Al di sotto del detrito, il massimo spessore di ghiaccio residuo è risultato dalle misure dei ricercatori pari a circa 25 metri, con una diminuizione complessiva di spessore di circa 9 metri negli ultimi 25 anni. Nello stesso arco di tempo la superficie glaciale, che nel 1994 risultava ancora superiore a 6 ettari, si è ridotta di oltre il 65%, arrivando a misurare ormai poco più di due ettari. Come per tutti gli altri ghiacciai italiani anche sul Calderone il segnale dell’inquinamento è risultato molto evidente con, ad esempio, anche  la presenza di tracce di cesio radioattivo a seguito dell’esplosione del reattore di Cernobyl nel 1986.

Questo, in estrema sintesi, il risultato del monitoraggio effettuato nella terza tappa della Carovana dei ghiacciai di Legambiente sul glacionevato del Calderone in Abruzzo.

La Carovana dei ghiacciai è la nuova campagna di Legambiente, arrivata alla sua seconda edizione e realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi) e con partner  Sammontana e partner sostenitore Frosta, che dal 23 agosto al 13 settembre monitorerà lo stato di salute di tredici ghiacciai alpini più il glacionevato del Calderone in Abruzzo, per sensibilizzare le persone sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sull’ambiente glaciale alpino. Carovana dei ghiacciai è stata inserita nella piattaforma All4Climate – Italy che raccoglie tutti gli eventi dedicati alla lotta contro i cambiamenti climatici che si svolgeranno quest’anno in vista della Cop26 di Glasgow.

«Il Calderone è un corpo glaciale situato al centro degli Appennini, vicinissimo al mare, dal comportamento anomalo rispetto a quelli alpini», dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente, «apparentemente insignificante. Tuttavia questo glacionevato,  ancora oggi nonostante i riverberi della crisi climatica qui ancora più rilevanti e immediati,  ci offre servizi ecosistemici  di grande importanza. Non solo per il fatto che le sue acque di fusione costituiscono un rifornimento costante e indispensabile per il rifugio Carlo Franchetti, prossimo al Calderone  e alimentano gli ecosistemi situati a quote più alte. La sua importanza è soprattutto dovuta  al suo curioso comportamento, unico nel panorama europeo. Questa sua capacità di risposta veloce ai cambiamenti climatici ci fornisce dati utilissimi per  capire come si evolverà il clima nei prossimi anni. Una presenza ricca di informazioni scientifiche e al contempo elemento culturale fondamentale per lo sviluppo di questo bellissimo territorio».

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