Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Cambiare la legge forestale regionale? Le associazioni ambientaliste dicono no

È stata discussa, nella terza commissione consiliare della Regione Abruzzo, la proposta di legge sul rilancio e la semplificazione nel settore forestale con la partecipazione, in audizione, di Italia Nostra, Wwf, Lipu e Mountain Wilderness

Cambiare la legge forestale regionale? Le associazioni ambientaliste dicono no. È stata discussa, nella terza commissione consiliare della Regione Abruzzo, la proposta di legge sul rilancio e la semplificazione nel settore forestale con la partecipazione, in audizione, di Italia Nostra, Wwf, Lipu e Mountain Wilderness.

Erano presenti anche i rappresentanti dei consorzi e delle cooperative forestali, delle amministrazioni, delle associazioni di categoria e dei Parchi. Gli operatori privati chiedono la possibilità di incrementare i tagli nel “sistema-foresta”, mentre gli ambientalisti temono l'abbattimento "indiscriminato e incontrollato" di "un bene di grandissimo valore sociale, ecologico, ambientale, paesaggistico e collettivo".

In particolare, Italia Nostra ritiene che "la presunta “sburocratizzazione” che viene invocata da categorie che traggono profitto dal taglio dei boschi" sia "funzionale alla possibilità di mettere le mani sul patrimonio pubblico (l’80% dei boschi in Abruzzo sono di proprietà pubblica-demanio collettivo) senza alcuna autorizzazione e controllo, senza una pianificazione regionale e introducendo persino la pratica del “silenzio-assenso”)".

In conclusione, Italia Nostra chiede che si applichi la legge regionale vigente, del 4 gennaio 2014, n. 3 (Legge organica in materia di tutela e valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo della regione) e si dia seguito al Regolamento: "Il metodo per mantenere il bosco esiste già: si chiama Natura, funziona a energia solare, ricicla tutti i suoi rifiuti, regala prodotti e servizi ecosistemici, fa bene alla salute ed è pure bello e gratis".

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