Mario Bi in PixScompositions a Nero - La Factory

Inaugura venerdì 22 giugno alle 19:30 “PixScompositions”, collezione di lavori di Mario Bi. Il titolo gioca con le parole pix (pixel) e (s)composition (scomposizione/composizione). Tutto il progetto è animato dal personale modo con cui Mario Bi guarda la realtà che lo circonda e che attrae la sua attenzione: che siano dettagli, attimi del quotidiano, o vita urbana, egli li cattura con il suo smartphone e li sottopone a scomposizione attraverso gli strumenti di elaborazione dell’immagine contenuti nello smartphone, secondo un procedimento che potrebbe tecnicamente rientrare nel filone della Mobile Art, “la rivoluzione più grande nella storia della fotografia” (G. Beltrame), esaltando però l’uso dei pixel contenuti nella fotografia.

Con un’operazione esattamente inversa rispetto alle conquiste della recente tecnologia video, in cui la definizione è sempre più esasperata, e nella conquistata nitidezza dell’immagine i pixel sono talmente piccoli che scompaiono, quasi a rendere la visione “lucida e liquida”, Mario Bi aumenta la grandezza dei pixel portandoli in primo piano, scalandoli di grandezza in base ai tagli che apporta all’immagine, sintetizzando al massimo la figurazione, scomponendola dunque e contestualmente ri-componendola. Il risultato finale è talmente lontano dalla realtà che con fatica si può rintracciare qualche dettaglio della fotografia di partenza.

E ne deriva un’altra realtà, dall’aspetto un po’ vintage, certamente echeggiante le partiture geometriche della musica elettronica, i suoi suoni, e di alcune vecchie copertine di album. Vi rientra anche tutta l’estetica legata ai videogame degli anni '80, immagini a bassa risoluzione, con le sfumature a mosaico date da pixel molto grandi e ben visibili.

Non solo i pixel, ma anche i colori squillanti, elettrici ed esplosivi, quei fluo che travalicano e animano la bidimensionalità della texture, e i titoli che accompagnano le opere, non vagamente ironici ma briosi, allusivi di una gaiezza del vivere e di un fare artistico squisitamente puro e istintivo, riconducono a un atteggiamento positivo di Mario Bi che come un moderno Super Mario B(ros.) si muove in un’altra dimensione, al di là del video (ovvero dello schermo dello smartphone, primo filtro e primo strumento), al di là della tradizionale fotografia, in un mondo altro da lui stesso creato e manipolato, oltre dunque la realtà stessa, di cui resta l’estrema traccia nella sintesi di un pixel.

Finissage il 5 luglio.

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