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Martedì, 30 Novembre 2021
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La Misericordia di Pescara celebra con una cerimonia la Vestizione di 45 nuovi confratelli

Si è svolta nel Santuario della Divina Misericordia, la chiesa del Sacro Cuore, durante la Santa Messa officiata dall’arcivescovo di Pescara-Penne, Monsignor Tommaso Valentinetti e concelebrata da Don Remo Chioditti, correttore spirituale della Misericordia

Sono 45 i nuovi confratelli e consorelle entrati ufficialmente a far parte della Confraternita della Misericordia di Pescara attraverso la cerimonia della Vestizione svoltasi nel Santuario della Divina Misericordia, la chiesa del Sacro Cuore, durante la Santa Messa officiata dall’arcivescovo di Pescara-Penne, Monsignor Tommaso Valentinetti e concelebrata da Don Remo Chioditti, correttore spirituale della Misericordia.

A coordinare l’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, è stato il Governatore Berardino Fiorilli, con il Direttivo, alla presenza di Gualtiero Spessotto, Consigliere Nazionale della Misericordia, Alessandro Speca, Presidente Confederale e responsabile per Abruzzo, Marche e Molise, il dottor Di Bartolomeo, socio storico della Misericordia, l’avvocato Fabio Nieddu, Presidente della Croce Rossa di Pescara, e i rappresentanti delle Misericordie di Alanno, Tortoreto, Termoli e Grottammare e della Croce Rossa di Spoltore. Presente anche la nuova Direttrice sanitaria della Misericordia Anna Matani.

“Per la Misericordia di Pescara – ha detto Fiorilli – si è rinnovato un rito di grande valore spirituale, ovvero il momento in cui i nostri volontari professionalmente formati, dopo un lungo percorso di lavoro, di sacrificio, di riflessione, di approfondimento e anche di conoscenza, soprattutto di crescita interiore dell’essere volontario, che è una scelta importante, diventano ‘confratelli’, un passaggio segnato dal dono della ‘buffa’, la tipica veste nera carica di otto secoli di storia, nera come simbolo di penitenza e sacrificio, dotata di una corona del Rosario, quale cintura, simbolo di devozione alla Madonna, e con il cappuccio, simbolo di assoluto anonimato”.

Il racconto della giornata

La mattinata si è aperta con la processione su piazza Sacro Cuore dei 45 aspiranti, ciascuno dei quali accompagnati da un padrino, aperta dal Labaro della Misericordia di Pescara. Dopo la ripetizione delle promesse di rito, l’arcivescovo Valentinetti ha benedetto le 45 buffe, che i padrini hanno poi fatto indossare ai nuovi confratelli, i quali hanno dovuto recitare la consacrazione a Maria Santissima Madre di Misericordia. La giornata della vestizione è poi proseguita nel pomeriggio con la consegna degli attestati di volontario della Misericordia a tutti coloro che nel 2016 e nel 2017 hanno seguito il corso di formazione e superato gli esami.

Chi sono i nuovi volontari

I volontari che hanno ricevuto la ‘buffa’ e sono divenuti confratelli sono: Patrizia Bacchini; Francesco Bevilacqua; Giorgia Bevilacqua; Giorgia Cappucci; Carmela Cavallaro; Sandra Cerbini; Vittoria Ciampoli; Anna Maria Lucia Coccia; Silvia Colelli; Salvatore D’Angelo; Paola De Carolis; Francesco Del Bianco; Tonino Di Blasio; Stefano Di Clemente; Sandro Di Felice; Gianluca Di Giampaolo; Pierpaolo Di Pentima; Gabriele Di Santo; Fabrizio D’Innocente; Massimiliano Dioguardi; Clara Felice; Luca Fratini; Roberto Losito; Lorenzo Marino; Maria Fernanda Mas y Rubi; Samuele Merco; Andrea Miseri; Piero Morelli; Luana Morganti; Franca Olivastri; Andrea Pettinella; Rosellina Provenzale; Stefania Rendine; Italo Romano; Maria Rosini; Flora Russo; Francesca Secondini; Emanuela Sozio; Ana Surugiu; Bianca Elena Surugiu; Morena Teccarelli; Margherita Tinari; Paola Toppi; Adina Verì; Cristina Verratti.

“Oggi assumete un impegno chiaro e rigoroso – ha ricordato l’Arcivescovo di Pescara Monsignor Valentinetti nella sua omelia – ovvero quello di aiutare il vostro prossimo, di offrire il vostro sostegno, di essere di supporto nei confronti di chi soffre. Non pensate mai alla Misericordia come un trampolino per ambire a posizioni di prestigio, e quando mai questo pensiero possa sfiorarvi, indossate subito il vostro cappuccio per ricordare il vostro dovere all’anonimato perché il bene si offre, appunto, anonimamente”.

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