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Bagno di folla per James Senese alla festa di S.Cetteo

Ieri sera questo mostro sacro ha incantato i pescaresi con il live "Napoli Centrale" proponendo l'originale groove in lingua napoletana che ha sdoganato il preconcetto di pizza e mandolino

Qualche settimana fa la rete ammiraglia della tv di Stato ha trasmesso in diretta, dallo stadio San Paolo di Napoli, il mega concerto di tributo a Pino Daniele. In quella occasione,  i più grandi big della canzone italiana sono stati stroncati dal pubblico e dalla critica per le loro storpiate interpretazioni. Tutti, tranne uno. James Senese.

Il guru della band di "Pinotto", come veniva chiamato affettuosamente,  è stato un pilastro della formazione musicale che ha accompagnato il genio del nuovo sound partenopeo. Ieri sera, questo mostro sacro  ha incantato i pescaresi con il live "Napoli Centrale", proponendo l'originale groove in lingua napoletana che ha sdoganato il preconcetto di pizza e mandolino. James è un personaggio altamente carismatico.

Possiamo definirlo il "Sai Baba" della new generation, nonostante i 72 anni anagrafici e i 50 di carriera. La sua spiritualità si manifesta quando accarezza il sax e fonde ai ritmi cadenzati quella voce calda che fa venire in mente l'eco dei mercati rionali di Fuorigrotta e Mergellina. Lui è questo e niente altro, come Compay Segundo era il son cubano e James Brown il soul.Quando Senese ha eseguito "Chi tene 'o mare", con l'indice puntato al cielo ad indicare il regno di Pino, tutta la marineria pescarese ha avvertito un brivido. Napoli Centrale come Pescara Portanova. Chest'è, e nient cchiù.

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