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A Moscufo emozioni e ricordi con Donatella Di Pietrantonio e “L’Arminuta” 

La scrittrice, vincitrice del Premio Campiello 2017, è stata sabato al “Frantoio delle idee”. L’appuntamento, organizzato e voluto da Mimmo Ferri, è stato moderato dalla giornalista Alessandra Renzetti

Non ha un nome, talvolta appare smarrita a causa degli eventi che le hanno sconvolto la vita, ma è sicuramente una ragazza forte che non si mostra mai disperata, malgrado il vuoto interiore e la mancanza di certezze; la si conosce così questa piccola donna maturata in fretta, e con quell’appellativo che anche i suoi compagni di scuola, per schernirla, le hanno cucito addosso: “L’Arminuta”, un’adolescente educata, riconoscente nei confronti di quella famiglia che l’ha cresciuta ma addolorata per l’abbandono da parte della sua “madre biologica”.

È probabilmente lei, una ragazza in cerca di risposte e in preda a uno smarrimento, la vera donna di tutto il romanzo della Dottoressa Donatella Di Pietrantonio, la scrittrice originaria di Arsita (Teramo), oggi residente a Penne, che sabato 11 maggio ha emozionato il caloroso pubblico di Moscufo con il suo capolavoro.

La scrittrice, vincitrice del Premio Campiello 2017 appunto con “L’Arminuta”, ha portato a Moscufo, nel nuovo centro nevralgico della cultura pescarese noto come l’Auditorium “Frantoio delle idee”, una ventata di emozioni e ha concesso un’analisi profonda di quel romanzo che come ha sottolineato una commossa Michela Murgia (critica letteraria e scrittrice) è “una delle voci più rilevanti, significative, più letterarie del panorama italiano”.

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