Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Vendemmia 2019, in provincia di Pescara meno uva ma più qualità

Dai primi dati emerge come la raccolta del 2019 sarà inferiore all'anno precedente ma nonostante il calo della produzione i vini saranno di buona qualità

Anche nei vigneti della provincia di Pescara è in corso, come tradizione, la vendemmia.
Dai primi dati emerge come la raccolta del 2019 sarà inferiore all'anno precedente ma nonostante il calo della produzione i vini saranno di buona qualità.

In base alle prime stime, la produzione di uva in Abruzzo dovrebbe ridursi dell’11% rispetto all’annata record del 2018.

È  il dato principale che caratterizza anche l’andamento della vendemmia delle province di Chieti e Pescara, in linea con il trend nazionale. Complessivamente, nella regione la produzione dovrebbe raggiungere circa i 3 milioni di ettolitri, a fronte dei 3 milioni e 423mila ettolitri registrati lo scorso anno. Di questi, la maggior parte vengono prodotti nella provincia teatina.

Se per i bianchi già in raccolta la situazione è ormai definita, si aspetta ancora qualche giorno per tracciare il quadro dei rossi, il cui andamento finale è dettato dalle condizioni climatiche e metereologiche che si verificheranno nei giorni e nelle notti a seguire.

Questo il commento del presidente di Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, Nicola Sichetti:

«Si prospetta una buona vendemmia, quantitativamente si rileva un calo rispetto al 2018, ma lo scorso anno è stata un’annata straordinaria con una produzione oltre misura, ora si potrà lavorare sulla qualità. Determinanti saranno le condizioni meteo dei prossimi giorni ma è evidente che il cambiamento climatico degli ultimi anni, con scarse escursioni termiche tra giorno e notte, ha messo a dura prova i nostri vigneti». 

La Cia rileva un generale ritardo della maturazione di circa 10/15 giorni, tanto da far rientrare l'epoca di vendemmia in periodi più legati alla tradizione, dopo gli innumerevoli anticipi registrati negli ultimi anni. Per quanto riguarda le varietà precoci (Pecorino, Pinot grigio e Chardonnay) si è registrato un calo del 20% di produzione, calo del 15-20% anche per i vitigni più noti, Trebbiano e Montepulciano. L’Abruzzo ha visto chiudere il 2018 con un +6,4% di esportazioni all’estero con buoni risultati anche in Italia.

«Come Cia Chieti-Pescara riconosciamo il valore del settore vitivinicolo nell’economia regionale», aggiunge Sichetti, «e ribadiamo l’importanza della cooperazione, soprattutto nel chietino. Quest’anno organizzeremo un evento a Villa Medici in cui interverranno esperti del settore per approfondire le tematiche del genoma e della coltivazione biologica della vite».

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