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Martedì, 9 Agosto 2022
Economia

"Tornare alle vacanze di una volta per un Abruzzo sempre più a misura di turismo", la proposta amarcord di Padovano (Confcommercio)

Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara, propone un ritorno al passato per il rilancio del turismo nella nostra regione

Un ritorno alle vacanze di una volta per un Abruzzo sempre più a misura di turista.
Questa la proposta che fa Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara.

«C'era una volta la vacanza estiva che durava dai due ai tre mesi», ricorda il numero uno dell'associazione di categoria, «aveva un nome obsoleto e in disuso, "la villeggiatura". Tanti partivano addirittura a inizio giugno o ai primi di luglio e tornavano a metà settembre. L'autostrada era una fila di Fiat 850, 600, 1100, 127, 500 e 128, Maggiolini e Prinz. Non era guardato affatto chi aveva la Bmw la Mercedes o l'Audi, perché gli status symbol allora non esistevano. Era tutto più semplice e più vero».

Poi Padovano prosegue: «La vacanza durava talmente tanto che avevi la nostalgia di tornare a scuola e di rivedere gli amici del tuo quartiere, e al ritorno non ricordavi quasi più dove abitavi. La mattina in spiaggia la 50 lire per sentire le canzoni dell'estate nel juke box o per comprare coca cola e pallone. Il venerdì chiudevano gli uffici e tutti i papà partivano e venivano per stare nel fine settimana con le famiglie. Si mandavano le cartoline che arrivavano a ottobre ma era un modo per augurare "buone vacanze da..." ad amici e parenti. Malgrado i 90 giorni e oltre di ferie, l'Italia era la terza potenza mondiale, le persone erano piene di valori e il mare era pulito. Il tempo era bello fino al 15 di agosto, il 16 arrivava il primo temporale e la sera ci voleva il maglioncino perché era più fresco. Intanto arrivava settembre, tornava la normalità. Si ritornava a scuola, la vita riprendeva, l'Italia cresceva e il primo tema a scuola era sempre "Parla delle tue vacanze". Oggi è tutto cambiato, diverso. La vacanza dura talmente poco che quando torni non sai se sei partito o te lo sei sognato. La società era migliore, esisteva l’amore, la famiglia, il rispetto e la solidarietà. Fortunati noi che abbiamo vissuto così. La vita era quella vera insomma».

Padovano fa il raffronto con le vacanze di oggi: «Le nostre coste sono state riscoperte dagli abruzzesi durante la pandemia e oggi, nel primo weekend di luglio, invito i miei colleghi a investire di più per garantire il trend del 20% in più di presenze e in un momento difficile con il caro vita che incombe, dobbiamo dare ancora più valore alle nostre coste che si estendono per 140 km con riserve e spiagge come Punta Aderci, parco del Cerrano, Ripari di Giobbe e il Borsacchio, tanto per fare qualche esempio. Le nostre spiagge non hanno nulla da invidiare alle altre delle altre regioni, così come tariffe e servizi. E allora torniamo a vivere le spiagge come le vivevamo negli anni 80’ e 90’. Venite in vacanza in Abruzzo». 

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