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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Economia Centro / Piazza del Sacro Cuore

Il sindacato Usb scende in piazza contro il carovita: "Aumenti insostenibili per famiglie e lavoratori abruzzesi"

Il sindacato sarà in piazza Sacro Cuore il 12 ottobre dalle 17,30 per protestare contro gli aumenti che stanno mettendo in ginocchio famiglie, imprese e lavoratori

Stop alle speculazone sull'energia con gli aumenti che stanno mettendo in ginocchio cittadini e lavoratori italiani e abruzzesi. A dirlo il sindacato Usb Abruzzo e Molise che mercoledì 12 ottobre scenderà in piazza Sacro Cuore dalle 17,30 per protestare contro il carovita diventato insostenibile, e contro i profitti generati per l'aumento dei costi energetici:

"Il carovita ha raggiunto livelli insostenibili per lavoratori e famiglie. Gli aumenti delle tariffe elettriche, della benzina, dei beni di prima necessità, dei generi alimentari stanno tagliando la capacità di acquisto delle famiglie e riducendo drasticamente la qualità della vita di milioni di persone.  Circa il 25% delle buste paga dei lavoratori è ormai destinato a pagare le bollette della luce e del gas e già oggi si prevedono aumenti che porteranno il costo medio dell’elettricità per famiglia a 1.322 euro annui.  Gli aumenti sono dovuti principalmente alla speculazione e al libero mercato che approfittando della guerra fanno crescere a dismisura i propri utili aumentando il valore delle materie energetiche molto al di sopra del loro costo effettivo.  Le aziende che erogano il gas e l’elettricità realizzano profitti iperbolici dopo aver pagato il gas al suo prezzo reale e rivendendolo ai cittadini al prezzo stabilito dalla speculazione. "

Secondo l'Usb, oltre 40 miliardi di extra profitti sono nelle casse delle aziende, quasi tutte a maggioranza azionaria pubblica:

"Mentre i prezzi crescono senza alcun freno o controllo da parte dello Stato, i salari e gli stipendi stanno rapidamente calando e ormai non tengono più di fronte all’inflazione che in pochi mesi è passata dal 1% al 9%. Un taglio netto quindi che rende ormai pressoché impossibile arrivare alla fine del mese.  Tutto questo non è colpa del destino, ma di precise scelte economiche che negli anni hanno prodotto questa situazione: privatizzazioni; eliminazione della scala mobile, il meccanismo che mensilmente adeguava salari e stipendi al costo della vita sostituito da un nuovo indice definito dall’Unione Europea, (Ipca), dal cui conteggio sono però escluse proprio le variazioni delle materie energetiche, gas e elettricità; contenimento degli aumenti in busta paga grazie alle politiche di austerità fatte proprie anche da Cgil, Cisl Uil. "

Ora il sindacato dopo la mobilitazione a Roma del 3 ottobre con le bollette burciare in piazza davanti alle aziende del gas e dell'energia, chiede ai cittadini di unirsi per una nuova giornata di mobilitazione, lotta, scioperi da realizzarsi nei quartieri, nelle fabbriche e negli uffici contro l’aumento delle bollette e del carovita, per difendere i salari e gli stipendi dall’inflazione, perché la loro crisi e le loro guerre noi non le paghiamo.

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