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Uil Abruzzo: per l'economia regionale dieci anni da dimenticare

La Uil Abruzzo ha diffuso alcuni dati riguardanti il Pil regionale negli ultimi dieci anni, che mostrano come la nostra Regione accumuli record negativi

La Uil Abruzzo ha diffuso una nota in cui vengono esaminati e commentati alcuni dati riguardanti il Pil della nostra regione.

Nel 2009, il Pil abruzzese è sceso di 5,9 punti rispetto ad una media nazionale di cinque punti. Dal 2000 al 2009 la media annua di crescita è stata negativa (-0,3), il secondo dato peggiore in Italia dopo la Basilicata.

Da questo tremendo ciclo temporale, l'Abruzzo esce ancora in testa alle regioni del Sud per PIL
pro capite, anche se le distanze dal Centro si sono ampliate: nel 2009, per esempio, il PIL per
abitante a prezzi di mercato dell'Abruzzo è di 16.598/4 Euro con le Marche a 20.369/8. Nel 2000,
le Marche erano a 20.920/5 e l'Abruzzo a 18.022/3.

Secondo la Uil, per risolvere questi seri problemi occorre intervenire su vari fronti, come la ristrutturazione ed il potenziamento dei trasporti locali, lo sblocco dei fondi FAS e Master Plan, il rilancio delle zone terremotate, il potenziamento e l'investimento nelle infrastrutture.

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