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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

Turismo, nel Pescarese il last-minute "salva" il weekend di Pasqua

La presidente Federalberghi Pescara Daniela Renisi: "Con lo scoppio della guerra per un mese i telefoni non hanno suonato, la tendenza si è invertita e siamo ottimisti per l'estate, ma alcune scelte del governo hanno condizionato gli stranieri poco presenti"

“La situazione migliora di ora in ora grazie alle prenotazioni last-minute. E' vero che la Pasqua è la festività in cui di solito si raggiungono amici e familiari per cui le prenotazioni sono meno di quelle che ci si potrebbe aspettare, ma rispetto a come si era messa con lo scoppio della guerra il risultato è sicuramente da considerare positivo”. Così la presidente di Federalberghi Pescara Daniela Renisi sull'andamento turistico registrato nel primo weekend di Pasqua nella provincia. A far meglio è la città di Pescara dove le strutture ricettive hanno raggiunto il 50 per cento della capienza. In scia, sebbene con numeri leggermente inferiori Montesilvano dove però, va detto, diversi alberghi stanno ospitando i profughi ucraini e altri hanno preferito aspettare l'estate per riaprire. L'area interna è quella che soffre di più come ad esempio, spiega Renisi, Caramanico dove le terme sono chiuse e le presenze si contano nel 20-30 per cento.

“Tra gennaio e febbraio le chiamate per le prenotazioni arrivavano, ma con lo scoppio della guerra il telefono no ha più squillato, al massimo qualcuno chiamava per l'estate non per Pasqua: temevamo di non avere nessuno invece la tendenza è cambiata e c'è un generale ottimismo anche se – aggiunge – alcune scelte del governo hanno pesato”. Scarsa, infatti, la presenza dei turisti stranieri perché in altri Paesi “ci si è mossi prima. Qui bisogna ancora far vedere il green pass, ad esempio, e molti preferiscono fare una vacanza senza troppe preoccupazioni. Alcune scelte fatte sono viste come un ostacolo da chi viene da oltreconfine", conclude Renisi ribadendo però che il primo weekend festivo dopo l'allentamento delle restrizioni è andato meglio del previsto e che ci si prepara alla stagione con la voglia di far bene, ma anche che si deve lavorare ancora molto per centrare l'obiettivo della destagionalizzazione del turismo in Abruzzo.

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