Domenica, 21 Luglio 2024
Economia

Tracollo dell'occupazione in Abruzzo: tremila disoccupati in più in soli nove mesi, i numeri peggiori del Paese

A dirlo l'indagine dell'economista Aldo Ronci che scatta una fotografia impietosa parlando di una flessione di 36mila unità tra il quarto trimestre del 2021 e il terzo del 2022: a crescere è solo l'agricoltura

Sempre più disoccupati in Abruzzo. Una vera e propria caduta libera quella registrata tra il quarto trimestre del 2021 e il terzo trimestre del 2022 con una flessione di ben 39mila unità: tremila solo nei primi mesi del 2022. In quanto ad occupazione l'Abruzzo è all'ultimo posto nella graduatoria nazionale a fronte di quasi tutte le altre regioni dove i numeri sono tornati a crescere. Non solo: nei primi nove mesi si registra un incremento di 3 mila disoccupati pari al 7 per cento in controtendenza rispetto al dato nazionale che ha segnato un decremento del 15,5 per cento.

L’incremento dei disoccupati del 7 per cento posiziona l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale. quello registrato è il peggior risultato dei primi 9 mesi e degli ultimi dieci anni per la regione. In valore percentuale la flessione è stata del 7,7 per cento, in controtendenza con il dato nazionale che ha registrato un incremento dello 0,9 per cento.

A scattare la preoccupante fotografia è l'economista Aldo Ronci che ha reso nota l'indagine condotta sul mercato del lavoro. L'unico settore che tiene è quello dell'agricoltura che ha visto crescere l'occupazione con 2mila nuove assunzioni. Malissimo industria, settore alberghiero e della ristorazione e dei servizi dove di posti se ne sono persi 11mila per ognuno, così come nelle costruzioni dove il segno meno è pari a 8mila unità. Numeri che collocano l'agricoltura all'ottavo posto nella graduatoria nazionale a fronte delle ultime posizioni occupate da industria e settore alberghiero e della ristorazione e il penultimo dove si collocano le costruzioni e i servizi

Ronci non esita a definirlo un vero e proprio “tracollo”. A tale allarmante dato sull’occupazione nei primi 9 mesi 2022, si affianca, nello stesso periodo, rileva l'economista, “una dinamica dell’impresa che vede l’Abruzzo registrare un incremento percentuale di appena lo 0,18 per cento che è pari ad un terzo rispetto all’incremento nazionale dello 0,52 per cento e posiziona l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale; un andamento dell’export che, con una flessione dello 0,4 per cento, in controtendenza con l’incremento nazionale del 21,2 per cento, segna una battuta d’arresto e posiziona l’Abruzzo al penultimo posto della graduatoria nazionale”.

“La fotografia del sistema economico abruzzese conferma che esso si trova in una situazione di oggettiva difficoltà. Tale difficoltà, come già detto altre volte, è da imputare soprattutto al fatto che il sistema produttivo abruzzese è composto per la gran parte da micro e piccole imprese che comunque rappresentano il 96 per cento del totale delle imprese e impiegano il 56 per cento degli occupati – sottolinea Ronci . Esse hanno problemi di carattere strutturale e una scarsa propensione all’innovazione e pertanto c’è l’esigenza di escogitare iniziative e reperire risorse capaci di promuovere il miglioramento della competitività”.

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