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Tasse: un errore potrebbe costare agli abruzzesi 10 milioni di euro

L'associazione Codici denuncia un clamoroso errore da parte dell'Agenzia delle Entrate e della Soget che coinvolgerebbe oltre 50 mila contribuenti abruzzesi, per un danno complessivo di 10 milioni di euro solo nella nostra regione, e circa 300 milioni di euro a livello nazionale

L'associazione Codici Abruzzo denuncia un colossale danno agli utenti abruzzesi ed italiani derivanti dal condono delle tasse regionali che nel 2003 venne applicato dai vertici della Soget S.p.a.

Il segretario regionale, dott. Giovanni D’andrea, il segretario provinciale, dott. Domenico Pettinari e l’avv. Mauro Talamonti hanno snocciolato il problema scoperto dalla segreteria abruzzese di Codici, associazione a tutela dei diritti del consumatore.

I tre dirigenti hanno ripercorso l’iter della problematica che di fatto ha avuto inizio circa sei anni fa quando i cittadini sono stati invitati ad effettuare il condono delle imposte statali comprese quelle relative al bollo auto, alle pene pecuniarie e ai crediti liquidati dalla corte dei conti.

Di fatto, secondo l’associazione pro-consumatori, tali voci non sarebbero potute essere condonate in quanto facenti parte della sfera delle imposte regionali che a norma di legge, a differenza di quelle statali, non possono essere oggetto di condono.
 
Il problema, però sorge nel momento in cui decine di migliaia di cittadini usufruiscono del condono versando all’ente preposto, l'Agenzia delle Entrate, per mezzo della società di riscossione il 25% della somma dovuta risparmiando così il restante 75%.

L’ente impositore a distanza di sei anni emette provvedimento di diniego, con il quale richiede agli utenti il versamento della restante somma portando così alla ribalta un problema che ha un volume economico pari a circa 10 milioni di euro a livello abruzzese e svariati centinaia di milioni su piano nazionale.
 
La richiesta dell’ente, però non si è limitata alla al  75% rimanente bensì comprende l’addebito agli utenti di interessi di mora per il periodo che va dal 2003 ad oggi.

Pertanto per una cifra di 100€, con un pagamento del 25% già avvenuto, con un condono del 75%, l’utente dovrebbe subire un esborso pari al 175€, comprensivo di interessi calcolati nella misura del 100% sull’intera somma.
 
L’analisi attenta dell’associazione Codici ha fatto si che tale congegno non entrasse in funzione a pieno ritmo anche se da qualche giorno i cittadini abruzzesi hanno ricevuto circa 10.000 lettere che invitano al pagamento delle somme a loro addebitate.

Tutto ciò per l'Associazione è insostenibile ed è per questo che nei prossimi giorni verrà avviata una battaglia per venire a capo di questa situazione, ritenuta assurda da parte dei dirigenti abruzzesi e nazionali di Codici, che attendono risposte dall’Agenzia dell’Entrate nella persona del suo direttore generale, dott. Attilio Befera, il quale è anche presidente dell’Equitalia S.p.A ente preposto alla riscossione.

Tutto ciò viene supportato, a dire dei dirigenti dell’associazione dalla legge 212/2000, anche detta statuto dei contribuenti, in virtù del quale i cittadini che si sono adeguati a delle direttive dell’Agenzia delle Entrate non possono essere richiamati al pagamento di interessi su importi interessati da questa direttiva.

In attesa di tale risposta, l’associazione a difesa dei consumatori sta provvedendo a farsì, mediante accordi con dirigenti locali dell’Equitalia, che gli utenti paghino solo le cifre relative al restante 75% della somma, sospendendo per ora il pagamento degli interessi, con la speranza che un provvedimento concreto arrivi dal dott. Befera previo consulto con il Ministro di competenza data la portata nazionale del fenomeno.
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