Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Comune in affanno con gli atti del Superbonus, la protesta dell'Ordine degli architetti

“Personale sottodimensionato e procedure farraginose, l’intera filiera è bloccata", si legge in una nota degli architetti

Il Comune di Pescara è in affanno riguardo all'accesso agli atti edilizi per il Superbonus.
A segnalarlo è l'Ordine provinciale degli Architetti pianificatori e paesaggisti che fa sapere come tecnici banche, agenzie, imprese siano paralizzati.

Per l'Ordine «si rischia di non poter completare gli interventi entro le scadenze previste: per snellire la procedura vanno resi pubblici i database dei titoli edilizi».  

Con personale sottodimensionato e iter burocratici snervanti gli uffici del Comune vanno in affanno, allungando i tempi per l’accesso agli atti edilizi, primo passo fondamentale per avviare le procedure relative al cosiddetto Superbonus. Il rischio è di non poter completare gli interventi entro le scadenze previste. Disagi simili si registrano anche in altri comuni della provincia di Pescara.  
«Il Comune è intasato», commenta il presidente dell’ordine, Angelo D’Alonzo, «la possibilità di ottenere il famoso bonus edilizio del 110 per cento, ha creato un effetto devastante sulle procedure di ricerca degli atti edilizi relativi agli immobili esistenti. Procedura da effettuare negli uffici comunali, attività propedeutica alla progettazione di interventi di qualsiasi natura sul patrimonio immobiliare, che vede proprio nella verifica della legittimità edilizia il punto di partenza essenziale ed indifferibile di tutto il processo autorizzativo, nonché per le necessarie conformità richieste per le attività notarili in ambito di compravendite immobiliari».

«La sovradimensionata domanda di accessi agli atti ha, evidentemente, colto di sorpresa anche il Comune di Pescara che non ha per tempo adeguato il numero del personale addetto al servizio né, tantomeno, reso l’iter più snello per permettere così agli operatori del settore di poter svolgere le necessarie indagini preliminari», aggiungono dall’ordine degli Architetti, «infatti, tutte le pratiche connesse all’attività tecnica sono coinvolte in questa attività, perché per effettuare la commercializzazione di un immobile, erogare un mutuo, stilare una relazione tecnica per una eventuale sanatoria o ristrutturazione, non solo per l’ecobonus, è necessario disporre della documentazione che attesti la legittimità edilizia. Il lavoro di tutta la filiera, tecnici, banche, agenzie, imprese è totalmente paralizzato dai gravosi ritardi che si riscontrano e gli addetti comunali sono oberati da una mole immane di lavoro impossibile da smaltire in tempi ragionevoli». 
«A oggi nel Comune di Pescara il tempo di ottenimento della documentazione edilizia è di fatto raddoppiato rispetto ad alcuni mesi fa, attestandosi fra i 2-3 mesi, sempre che si sappia esattamente cosa cercare, altrimenti il calvario si allunga di altre settimane e mesi, in quanto bisogna prenotare un appuntamento in archivio per la ricerca del titolo», aggiunge D'Alonzo, «peraltro il servizio di prenotazione on line non perdona, in quanto già alle 8 di mattina del lunedì gli slot orari sono tutti pieni e ci si mette l’animo in pace fino al lunedì successivo, in un loop infinito degno di un moderno mito di Sisifo».

Così conclude la nota degli architetti: «Questo inaccettabile disservizio sta già provocando grandi danni a tecnici e cittadini che vedono allungarsi a dismisura i tempi per le necessarie verifiche per l’accesso alle agevolazioni fiscali e per le altre attività tecniche sul patrimonio edilizio, con la possibilità concreta di non completare gli interventi entro le scadenze previste. A tutela di cittadini e tecnici è necessario che tutti gli amministratori locali ed in particolare quelli del capoluogo di provincia, si facciano immediatamente carico del problema, individuando le migliori soluzioni per snellire i tempi di ricerca e di accesso agli atti. Dall’ordine anche un consiglio per snellire la procedura. Una prima semplice immediata semplificazione potrebbe essere quella di rendere pubblici i database dei titoli edilizi rilasciati dall’ente, in modo da azzerare i tempi della preventiva fase di ricerca. Su questa proposta e su altre possibili ci rendiamo disponibili come interlocutori per affrontare la problematica ed individuare le migliori strategie di azione».

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