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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Sindacati ed associazioni di categoria attaccano la Regione: "Nessun confronto e dubbi sulle coperture della legge 118"

Sedici sigle fra sindacati ed associazioni di categoria commentano negativamente la legge regionale approvata ieri per gli aiuti nell'emergenza Coronavirus

Una legge scritta senza alcun confronto con associazioni di categoria e sindacati, e che rischia di mancare delle coperture necessarie con l'erogazione dei fondi in tempi lunghi. Sedici sigle Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl Uil e Ugl commentano negativamente la legge regionale 118 approvata ieri dal consiglio ed illustrata nei dettagli questa mattina dal presidente Marsilio.

VIDEO - TUTTI I DETTAGLI SULLA LEGGE REGIONALE "CURA ABRUZZO 2"

Secondo le associazioni, tutto sarebbe stato concordato e deciso senza alcuna partecipazione attiva del mondo del lavoro e delle aziende locali, con un tentativo di riempire il vuoto presente nella prima legge "Cura Abruzzo" ma che allo stato attuale rischia di saltare a causa delle coperture finanziarie non certe, fra i 19 milioni di euro di fondi europei da rimodulare e non immediatamente disponibili e tempi lunghi per i restani 20 milioni.

Quanto poi ai fondi dedicati alle imprese (articolo 2 e 3), che certo apprezziamo, osserviamo però come siano curiosamente mischiati agli aiuti per gli studenti fuori sede: il previsto ristoro di affitti e perdite di fatturato, a fronte di circa 58mila imprese ferme durante il lockdown, offrirà un piccolo palliativo ad appena 7-8mila imprese, ipotizzando un contributo medio di 1500-2000 euro ciascuna

Nessun incentivo a mantenere i livelli di occupazione ed al rilancio dell'economia, e dunque viene lanciato un nuovo appello per il dialogo offerto in ogni momento da sindacati ed associazioni, dando priorità ad alcuni settori come il turismo:

A questo punto le organizzazioni che condividono questo percorso dovranno assumere un atteggiamento diverso, dichiarando lo stato di mobilitazione e mettendo in atto tutte le azioni e le misure necessarie a ripristinare una corretta relazione con le istituzioni regionali a tutela degli interessi di imprese e lavoratori

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