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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Economia

Concessioni balneari, il Sib/Confcommercio annuncia sit-in di protesta davanti alla Regione Abruzzo

La sentenza del Consiglio di Stato che blocca a dicembre 2023 la proroga delle concessioni viene ritenuta "un'invasione di campo e contradditoria" dal sindacato italiano balneari

Il Sib Abruzzo considera «sconcertante» la sentenza del Consiglio di Stato sulla proroga delle concessioni balneari e per questo motivo riunisce d'urgenza i rappresentanti di tutto il litorale abruzzese.
Al termine dell'incontro, che si è tenuto nella sede di Pescara della Confcommercio, i balneatori annunciano che si difenderanno in tutte le sedi giuridiche se necessario.

«Ma ora il Parlamento deve prendere in mano la situazione e lavorare a una legge di riordino del settore che dia certezze agli operatori», si legge ancora in una nota.

Tra i partecipanti all’incontro, presieduto dal presidente del Sib Abruzzo e di Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano, la presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, il presidente di Confcommercio Teramo e di Federalberghi Abruzzo, Giammarco Giovannelli, la presidente di Federalberghi Pescara, Daniela Renisi e rappresentanti della Faita Abruzzo.

Padovano riassume la posizione condivisa unanimemente dai partecipanti alla riunione: «Quella del Consiglio di Stato è una vera e propria invasione di campo inopportuna e contraddittoria. Un’invasione di campo inopportuna in quanto la sentenza entra nel merito di quanto dovrebbe essere di competenza del Parlamento e del Governo avendo anche la pretesa di negare ulteriori interventi legislativi e normativi. Contraddittoria in quanto afferma la contrarietà al diritto europeo delle proroghe disposte dal legislatore e dalla Pubblica amministrazione in quanto “automatiche e generalizzate”, e nel contempo stabilisce una proroga altrettanto automatica e generalizzata però solo di due anni! Come associazione siamo pronti a difendere la categoria in tutte le sedi giuridiche, se sarà necessario, ma in primis crediamo che questa sentenza possa dare la sveglia al Parlamento affinché prenda finalmente in mano la situazione per lavorare ad una legge di riordino del settore che dia certezze agli operatori. Ci aspettiamo infatti che la politica comprenda la gravità della situazione e metta in campo tutto ciò che è necessario per salvaguardare una parte importantissime dell’economia turistica nazionale. E’ in atto un esproprio delle nostre aziende con un disegno che mira ad eliminare migliaia di piccole imprese a conduzione familiare, uniche nel loro genere ed in grado di preservare le tradizioni di un territorio, per dare spazio all’assalto delle multinazionali che sono già pronte a intervenire. Abbiamo già avviato interlocuzioni con tutti i partiti a livello nazionale e stiamo preparando anche a livello regionale un sit in pacifico che si terrà il 29 novembre prossimo davanti al consiglio regionale in piazza Unione a Pescara per rappresentare anche ai politici regionali la fondatezza delle nostre istanze in quanto anche la Regione Abruzzo deve fare la sua parte. A tutte le forze politiche ribadiremo quanto sempre sostenuto: spetta al Legislatore e non ai giudici trovare il giusto bilanciamento fra la tutela della concorrenza e quella dei diritti fondamentali dei concessionari, che la sentenza calpesta. È tempo che ciò avvenga! Ne va del futuro del turismo balneare».

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