Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Licenziato dalla Sicuritalia Ivri il segretario regionale dell'Ugl Sicurezza, il sindacato non ci sta

Il segretario regionale dell'Ugl Abruzzo, Gianna De Amicis, ufficializza l’apertura della vertenza con la SicurItalia Ivri

Il segretario regionale della Ugl Sicurezza è stato licenziato nei giorni scorsi dalla Sicuritalia Ivri. 
E il sindacato non ci sta e Gianna De Amicis, segretario generale dell'Ugl Abruzzo annuncia ufficialmente l'apertura della vertenza.

«La Ugl Abruzzo», scrive la De Amicis, «esprime la propria solidarietà nei confronti del segretario regionale della Ugl Sicurezza licenziato nei giorni scorsi dalla SicurItalia Ivri. Con il nostro ufficio legale forniremo tutta l’assistenza necessaria al nostro rappresentante, sottoposto a un procedimento di contestazione disciplinare per aver risposto, durante l’orario di servizio, a una chiamata dell’Ufficio della Prefettura di Chieti. Il dipendente non ha contestato l’episodio, che però va circostanziato, ovvero in realtà non si trattava di una chiamata di piacere né personale, ma di un tentativo di conciliazione con una rappresentanza istituzionale, ossia il Capo di Gabinetto della Prefettura di Chieti. Dunque ferma restando l’eventuale "leggerezza" commessa, comunque ci pare evidente la disparità tra l’evento, che non ha generato alcun disagio concreto, con l’abnormità dell’azione disciplinare adottata, ovvero la più grave, appunto il licenziamento».

Questo poi quanto aggiunge la De Amicis: «In un momento storico tanto drammatico come quello che stiamo vivendo post-emergenza Covid ci pare grave che si vada a toccare il settore dell’occupazione, ancor più quando si colpisce chi fa attività sindacale in prima linea, dunque esponendosi in prima persona in difesa degli altri lavoratori. Riteniamo che in questo caso siamo dinanzi a una concreta sproporzione tra un singolo episodio accaduto, dopo circa vent’anni di servizio svolto nell’azienda, e le sue conseguenze sotto il profilo professionale. Il dipendente vittima del licenziamento, in questo caso, non ha negato di aver svolto una chiamata per tentare di portare a termine un tentativo di conciliazione purtroppo durante l’orario di servizio con il Capo di Gabinetto della Prefettura di Chieti, probabilmente nell’unico momento in cui le istituzioni hanno potuto offrire la propria disponibilità, visti i carichi di lavoro che tutti gli uffici si sono trovati a dover portare avanti. Da qui a sostenere che tale condotta abbia messo a rischio la sicurezza del servizio stesso ci pare alquanto azzardato, mancando, al momento delle sostanziali prove documentali in tal senso, se non la dichiarazione fornita da uno dei due colleghi in servizio con il nostro dirigente sindacale, dichiarazione che purtroppo presenta gravi elementi tecnici non rispondenti a realtà. Soprattutto ci pare che ogni procedimento disciplinare abbia una diversa gradualità di azioni da poter intraprendere nei confronti del lavoratore, che vanno dalla censura al richiamo alla sanzione con la sospensione dal servizio senza stipendio, il tutto corroborato dalla valutazione del percorso lavorativo di ciascun dipendente, e non può essere ignorato che, in questo caso, si parla di un dipendente la cui attività lavorativa più che ventennale sia stata scevra da qualsivoglia contestazione. Vale la pena sottolineare che si tratta di un dirigente sindacale che si è speso in più occasioni affinchè Sicuritalia, nell’acquisizione di Ivri, conservasse per i lavoratori i diritti di miglior favore senza che ciò venisse recepito. Oggi è lecito pensare che le molteplici azioni sindacali intraprese dal dirigente Ugl abbiano procurato così tanto ‘fastidio’ all’azienda che la contestazione è apparsa come un’occasione da prendere al volo per eliminare un sindacalista scomodo. Le nostre teorie sono supportate dal fatto che abbiamo contezza che per lavoratori iscritti ad altre sigle sindacali, pur rendendosi colpevoli di gravi mancanze, sia stato usato un metro di giudizio diverso e non così pesante. Ovviamente la Ugl intraprenderà tutte le attività sindacali necessarie a sostegno del lavoratore».

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