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Martedì, 25 Gennaio 2022
Economia

L'allarme dei ristoratori e negozi tipici dei piccoli centri abruzzesi: "Siamo stati abbandonati, rischiamo di sparire"

L'Associazione Abruzzo Tourism chiede un intervento immediato per queste categorie di esercenti fortemente penalizzati sia dalla zona rossa che da quella arancione

Ristoratori e negozi tipici dei piccoli centri abruzzesi in ginocchio, che rischiano di sparire considerando la forte penalizzazione che hanno subito sia in zona rossa che in quella arancione. Il grido d'allarme arriva da Associazione Abruzzo Tourism, che chiede un intervento immediato in vista delle prossime festività che si annunciano drammatiche sul fronte delle restrizioni proprio per i piccoli centri, con la zona arancione in Abruzzo che rischia di rimanere attiva fino al 27 dicembre al netto di deroghe del Governo.

Il problema, spiega l'associazione, è proprio la questione delle restrizioni che in zona arancione consentono solo l'asporto per i ristoranti dei piccoli centri, con il divieto però di spostamento dal comune che di fatto azzera quasi gli affari considerando che la maggior parte dei clienti arriva dalle città o comunque da comuni diversi per far visita ai locali e negozi dei piccoli centri.

Il Governo potrebbe rimettere mano al decreto Covid o prevedere una interpretazione estensiva delle situazioni che giustificano lo spostamento tra Comuni per non penalizzare non solo le attività commerciali dei piccoli centri, ma anche le famiglie che non possono riunirsi; basta pensare ad esempio a quei genitori che hanno i figli che vivono a pochi chilometri in un Comune limitrofo. 

L'Abruzzo non ha nemmeno la metà degli abitanti del Comune di Roma, non può il Governo centrale prendere delle decisioni che valgono per tutto il territorio nazionale, senza tenere conto delle istanze che provengono dai territori locali, perché non si può trattare un piccolo Comune pedemontano o montano dell'Appennino Abruzzese come una metropoli con milioni di abitanti. 

L'associazione quindi chiede anche un intervento del presidente Marsilio, e dei deputati e senatori abruzzesi affinchè possano intercedere per entrare in zona gialla prima di Natale o comunque una deroga per i giorni delle festività.

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