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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Economia

Rincari cibo, bevande, energia e gas: stangata per i pescaresi, numeri sopra la media nazionale

E' quanto emerge dalla classifica stilata dall'Unione nazionale consumatori, che parla di vero "disastro", elaborata su dati Istat: per cibo e bevande la crescita è dell'11 per cento, per energia e gas costi cresciuti del 63 per cento

“Un disastro. Un cataclisma. Una rovina. Al di là dell'impercettibile calo su giugno, l'inflazione dissangua sempre più gli italiani perché' sale il carrello della spesa, colpendo i consumi obbligati non rinviabili”. Così Massimo Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori (Unc), commenta i dati diffusi dall'Istat su cui l'UJnione ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rincari annui per quanto riguarda cibo, bevande, luce e gas. Una fotografia che vede Pescara tra quelle dove i rincari sono sopra la media nazionale.

Se in Italia i prezzi dei prodotti alimentari e le bevande analcoliche sono saliti a luglio del 10% su base annua, determinando già una stangata pari in media a 564 euro a famiglia, Pescara fa registrare un +11% , un numero sopra la media nazionale e che la colloca al 20esimo posto nella classifica stilata. Classifica in cui compare un'altra città abruzzese Teramo che fa anche peggio con per cibo e bevande, rincari pari all'11,2% che le valgono il tredicesimo posto.

La situazione peggiore si registra a Cosenza, dove per cibo e bevande i rincari sono del 13,1% rispetto al 2021, ovvero 847 euro in più in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media. Al secondo posto Viterbo, con un incremento dei prezzi del 12,8% e un aggravio annuo pari a 713 euro, al terzo Imperia dove mangiare costa il +12,7% in più, pari a 680 euro. Le somme in euro si riferiscono a una famiglia media. La situazione per i nuclei più numerosi è decisamente peggiore. Per l'Italia si passa dalla media di 564 euro, a 769 euro per una coppia con 2 figli, 919 euro per le coppie con 3 o più figli. Analoga progressione vale anche per le singole città.

La città dove i prezzi crescono meno, invece, è Bergamo con il 7% in più sulla spesa che si traduce in 400 euro di aumenti. Seconda Cremona (+7,3%, +418 euro), terza Parma (+7,7%, +412 euro). Bene anche Como (+8,1%, 463 euro), Milano (+452 euro), Aosta e Piacenza (+8,3% per tutte e 3).

Guardando ad energia elettrica, gas e altri combustibili, voce che include gas, luce (mercato tutelato e libero), gasolio per riscaldamento e combustibili solidi, se in Italia il rincaro a luglio è stato già spaziale, +59,2% il dato tendenziale, con una mazzata a famiglia pari in media a 798 euro su base annua, in alcune città si è avuto addirittura un raddoppio rispetto allo scorso anno. In questo caso a Pescara si è registrato un +63%, ancora una volta dato sopra la media nazionale che le vale il tredicesimo posto. Impressionante il dato di Teramo che con il suo 64,4% di aumenti è addirittura quinta.

Prima in questa triste classifica Bolzano dove le spese per luce e gas decollano del 107,3% su luglio 2021. Seguono Trento anch'essa con un bel raddoppio e una percentuale di aumento del 105,2% e Perugia (+65,9%). Se la passano meglio Genova che chiude la classifica con il 51,1% di rincari, Reggio Calabria (+51,7%) e Benevento (+51,8%). Tra le grandi città bene anche Napoli, all'ottavo posto delle virtuose con +52,6% e Torino che chiude la top ten delle migliori con +52,7%.

“L'inflazione a +7,9% significa, per una coppia con due figli, una stangata complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 2.625 euro su base annua, ma di questi ben 769 se ne vanno solo per prodotti alimentari e bevande e 795 per il carrello della spesa – aggiunge Dona - Per una coppia con 1 figlio, la mazzata totale e' pari a 2.437 euro, 694 euro solo per cibo e bevande, 721 per il carrello. In media per una famiglia il rialzo annuo è di 2.036 euro, 564 euro per mangiare e bere, 585 per il carrello. Il record spetta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una batosta pari a 2.946 euro, 919 solo per il cibo, 944 per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona”.

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