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Economia

Agroalimentare, l'Unci chiede interventi concreti al governo o garantire l'occupazione sarà impossibile

Dal presidente Scognamiglio il plauso per aver dedicato un settore all'economia del mare, ma le criticità anche dell'agricoltura e della filiera alimentare vanno affrontate e subito: non si può resistere ancora

Bene l'iniziativa del nuovo governo di creare una struttura dedicata all'economia del mare, ma sia sul settore pesca che su quello dell'agricoltura e della filiera alimentare quello che serve e subito, è affrontare concretamente le criticità che stanno mettendo in ginocchio le imprese che sempre più faticano a garantire il lavoro. Tutelare li livelli occupazionali deve dunque essere una priorità.

Ad affermarlo è Gennaro Sscognamiglio presidente nazionale di Unci agroalimentare che anche per il bene dell'Abruzzo si appella al nuovo esecutivo affinché si presti la dovuta attenzione ai problemi che affliggono ormai da troppi mesi i diversi settori e Pescara, in questo, ha una memoria importante: basti ricordare le proteste delle marinerie con gli armatori che hanno organizzato manifestazioni a Roma, riconsegnato simbolicamente i documenti e scritto all'ex governo per chiedere interventi specifici senza però avere le risposte sperate.

“Agricoltura, pesca e filiera alimentare sono i settori che rappresentano l'eccellenza delle produzioni italiane e sui quali imprese e lavoratori si aspettano un'adeguata attenzione del governo nazionale, per arginare la crisi e rilanciare le attività, in Abruzzo, come nel resto del Paese”, afferma il presidente Unci. “ll sistema agroalimentare, complessivamente inteso, si conferma settore chiave della nostra economia, in tutte le sue componenti raggiungendo un peso del 15 per cento del Pil del Paese, come media stabile degli ultimi anni. Nonostante le difficoltà strutturali preesistenti, la pandemia e le ricadute negative del conflitto in Ucraina, il caro energia, l'aumento dei costi del gasolio e la crescita dell'inflazione, gli operatori, le cooperative e le aziende del comparto sono riuscite, con grandi sacrifici, ad evitare il peggio, benché le continue congiunture sfavorevoli stiano rendendo sempre più difficile andare avanti, soprattutto per le piccole attività”, sottolinea Scognamiglio.

“Il sistema agroalimentare però in tutti i suoi segmenti, in questi anni è riuscito a cogliere, almeno in parte, diverse sfide per l'ammodernamento delle produzioni e la sostenibilità delle stesse, soprattutto in termini ambientali e di attenzione nei confronti dei consumatori, con importanti ricadute per i territori, le comunità locali e l'intero sistema-Paese, collocando l'Italia in una posizione di primo piano, nel contesto europeo e mondiale, rispetto ad alcuni obiettivi significativi, quale ad esempio l'ampliamento delle aree coltivate con tecniche e metodi biologici. Molto ancora però c'è da fare, su diversi fronti per ammodernare e consolidare una diversificata realtà, di lunga tradizione, soprattutto in uno scenario complesso ed in continua evoluzione, come l'attuale mercato globale”, conclude ribadendo la volontà di collaborare con il nuovo esecutivo. “Da parte nostra come sempre – afferma infatti il presidente -, siamo pronti ad un confronto, nel rispetto dei ruoli, per rappresentare istanze e problemi del settore, contribuendo all'individuazione di misure concrete ed urgenti, che diano risposte alle difficoltà contingenti, e di interventi di medio e lungo termine, che guardino con lucidità al futuro, puntando ed investendo sullo sviluppo dell'agroalimentare e sulla qualità delle produzioni”.

L'occasione per Scognamiglio anche per augurare buon lavoro al nuovo governo e in particolare al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Francesco Lollobrigida, ai sottosegretari Luigi D'Eramo e Patrizio Giacomo La Pietra e al ministro per le politiche del nare e del sud, Pietro Musumeci.

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