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Martedì, 4 Ottobre 2022
Economia

Renisi (Federalberghi) sulla stagione estiva nel Pescarese: "Buone presenze ma inferiori rispetto al pre pandemia"

Abbiamo voluto sentire la presidente di Federalberghi Pescara che ha tracciato un bilancio relativo alla stagione estiva che si avvia alla conclusione, ed evidenziato le problematiche che affliggono il settore delle strutture ricettive del nostro territorio

Una stagione turistica buona, concentrata come avviene da tempo nei mesi di luglio ed agosto, ma che non ha eguagliato o superato le presenze del periodo pre pandemico, ovvero il 2019. Abbiamo voluto sentire la presidente di Federalberghi Pescara Daniela Renisi, per tracciare un bilancio della stagione estiva che si avvia alla conclusione per il settore ricettivo pescarese, per avere numeri, pareri e proposte per il futuro.

"I dati Istat confermano il trend che riguarda tutto il Paese: i numeri di presenze negli alberghi sono stati buoni, ma non hanno raggiunto quelli del 2019 e degli anni precedenti. In particolare, il calo è del 17,4% a livello nazionale rispetto a tre anni fa, dato simile a quello registrato in Abruzzo. Il nostro territorio, d'altronde, è altamente vocato alla stagionalità. Questo significa che registrare il tutto esaurito nei mesi di luglio ed agosto è un obiettivo nella norma, che si dà quasi per scontato fatta eccezione per il 2020 e il 2021 quando le presenze sono state totalmente condizionate dalle restrizioni dovute al Covid. Anzi, possiamo dire che si è vista una ulteriore contrazione del periodo in cui le presenze sono ai massimi livelli: di fatto la stagione dura meno di due mesi, con le ultime due settimane di luglio che fanno registrare la prima ondata di arrivi di massa, poi un calo fisiologico la prima settimana di agosto, e di nuovo pienone nella settimana a cavallo del Ferragosto e in quella successiva. Teniamo anche conto che per molte strutture i posti letto erano anche occupati dalle migliaia di rifugiati ucraini che si trovano in Abruzzo e nel Pescarese da mesi con lo scoppio del conflitto".

Per gli altri mesi estivi, ovvero giugno e settembre, la Renisi traccia un bilancio non molto positivo:

"Soprattutto per quanto riguarda settembre, vari fattori hanno contribuito almeno in base alle stime ad avere un basso afflusso di prenotazioni: nonostante il tempo clemente e le temperature gradevoli, i prezzi più bassi, l'apertura relativamente anticipata delle scuole non agevola le famiglie che vorrebbero magari fare una settimana di vacanze a settembre. Complice poi la crisi economica generata dal caro energia e dalle bollette che colpisce tutti, da noi imprenditori fino ai singoli cittadini, il quadro è negativo. Le preoccupazioni per l'aumento dei costi della vita fanno sì che come prima voce da tagliare nel bilancio familiare e personale ci sono le vacanze."

Abbiamo poi chiesto alla presidente cosa hanno apprezzato i turisti arrivati nel Pescarese e di cosa invece si sono lamentati:

"I turisti hanno apprezzato molto la bellezza dei luoghi, la relativa facilità per raggiungerli (mare, montagna e colline sono a pochi chilometri di distanza), e le attrazioni che soprattutto in città sono comunque vicine fra loro senza dover calcolare lunghi tempi di spostamento. Apprezzata anche la nostra sabbia, le acque sicure grazie ai fondali bassi vicino la battigia, e i servizi trovati in spiaggia. Lamentano invece la carenza di mezzi pubblici dedicati, ovvero navette per i lidi o trenini per la spiaggia che sono presenti in altre città d'Italia. Critiche anche per la cartellonistica informativa spesso assente o obsoleta, per la mancanza di attenzione e cura del verde anche a causa per le cattive abitudini dei cittadini"

Infine una replica alle dichiarazioni di molti balneatori che lamentano la presunta mancanza di posti letto nelle strutture:

"Dobbiamo tenere conto che in Abruzzo 5.800 posti letto quest'estate erano giustamente occupati dai profughi ucraini. Poi vi è anche un problema di fondo, molto importante e che andrebbe affrontato con la massima condivisione da parte di tutta la filiera turistica, compresi i balneatori: quello della stagione troppo corta. Come già accennato precedentemente, non possiamo pensare che alberghi e strutture ricettive possano reggere con soli due mesi scarsi di presenze: serve un turismo annuale che possa attirare utenti durante tutto l'arco dell'anno o comunque anche nei mesi vicini alla vera stagione estiva.  Se mettiamo poi in conto anche la presenza di moltissimi appartamenti in affitto o addirittura B&b completamente abusivi, la loro concorrenza ci danneggia in modo pesante.

Gli alberghi generano posti di lavoro e indotto: non è possibile che il 4 settembre termini come stabilito dalla Regione il servizio di salvataggio lungo le spiaggie: un albergatore con lido, dunque, è costretto a pagare di tasca propria il servizio per le due tre settimane di settembre in cui vi sono ancora turisti balneari.

Poi voglio anche evidenziare come negli stessi stabilimenti balneari sono i turisti a trovare palme e ombrelloni occupati quasi esclusivamente dai residenti. Questo fattore va messo in conto ed andrebbero studiate strategie per far sì che i turisti possano trovare con facilità posti in spiaggia: sono loro infatti quelli che consumano nei bar e ristoranti degli stabilimenti."

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