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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Sul regolamento dei dehors le associazioni chiedono confronto e chiarezza: "Norme uguali in tutte le zone della città"

Abbiamo voluto sentire i rappresentanti di Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti in merito al regolamento sui dehors, le strutture coperte esterne ai locali ed ai pubblici esercizi, che sta elaborando l'assessorato guidato da Alfredo Cremonese

Per il regolamento dei dehors, le strutture coperte che i gestori dei locali e dei pubblici esercizi possono installare all'esterno delle proprie attività, servono la massima condivisione con le associazioni e soprattutto chiarezza, senza distinzioni fra zone di pregio e centrali e periferie. A dirlo i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato che abbiamo contattato per avere la loro opinione sulla bozza del regolamento che sta stilando l'assessorato comunale guidato da Alfredo Cremonese. Un regolamento che punta a dare una disciplina chiara dopo anni di incertezze, alla luce anche delle ordinanze di demolizione scattate per due strutture di altrettante attività del centro, ritenute non a norma.

Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara, sottolinea come in realtà la bozza del regolamento non sia stata condivisa fino ad ora con le associazioni di categoria: "È fondamentale approfondire l'argomento con le parti in causa, in questo caso i rappresentanti degli esercenti non solo per conoscere quanto proposto dal Comune ma soprattutto per approfondire ogni aspetto, visto che stiamo parlando di un argomento cruciale per i locali, dai ristoranti ai bar e bistrot, che puntano molto sui dehors. Non comprendo la fretta dell'assessore Cremonese di arrivare rapidamente ad un regolamento da sottoporre al consiglio comunale: la situazione è in stallo dal 2019 e dunque occorre muoversi solo dopo averci coinvolto. Quello che voglio sottolineare è che, in ogni caso, non ci dovranno essere distinzioni fra le varie zone della città: le norme devono essere uguali per tutti, dalle zone di pregio centrali fino a tutti i quartieri di periferia. Dal nostro punto di vista, bocciamo l'idea di avere strutture semiaperte chiuse con materiali di plastica: oltre che brutte da un punto di vista estetico, sono anche poco sicure. Come avviene invece già a Montesilvano, Spoltore e Francavilla sarebbero perfette le chiusure in vetro scorrevoli, molto più sicure e che trattengono il calore nei mesi invernali".

Anche il direttore di Confesercenti Pescara Gianni Taucci, ribadisce che non vi è stato fino ad ora nessun reale coinvolgimento e confronto con le associazioni di categoria sull'argomento. "Non abbiamo attualmente alcuna indicazione precisa del regolamento che sta elaborando l'amministrazione comunale. Abbiamo solo parlato in passato di questa importante regolamentazione, ma senza vedere nulla di preciso. Quello che possiamo dire, è che sarebbe utile e ottimale avere una normativa comunale omogenea e lineare per tutti i tipi di strutture ad occupazione di suolo pubblico, ovvero sia i dehors che i parklet. Per quanto concerne l'idea di autorizzare esclusivamente i dehors aperti o semiaperti, diciamo che per attività come bar, cocktail bar e simili non dovrebbe creare particolari problemi, ma per i ristoranti ci potrebbero essere dei problemi in quanto i clienti intendi a cenare, e dunque a stazionare anche per diverse ore nel dehors, d'inverno potrebbero comunque avere disagi nonostante i sistemi di riscaldamento esistenti che, fra l'altro, sono anche inquinanti. Auspichiamo comunque che il nostro coinvolgimento possa avvenire ad anno nuovo, ragionando con calma sull'argomento".

Infine Fabrizio Vianale, direttore generale di Confartigianato Pescara, evidenzia come manchi un regolamento sui dehors da tempo: "Siamo in attesa di essere chiamati dall'amministrazione comunale per un confronto sul tema. Un confronto che dev'essere aperto per accogliere anche le nostre osservazioni per le eventuali modifiche. Quindi, per ora non possiamo dare un giudizio non avendo letto il documento. Da quello che ci è stato anticipato, i dehors potrebbero essere vietati o avere maggiori limitazioni per le zone di pregio. Occorre quindi trovare da saubito delle soluzioni alternative per gli esercenti di quelle zone, per evitare penalizzazioni che sicuramente sarebbero ingiuste. Sicuramente occorre che le strutture siano esteticamente gradevoli, ma anche funzionali in quanto rappresentano una parte importante dell'offerta che i locali e pubblici esercizi propongono ai clienti, soprattutto in questo momento difficile".

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