Nuova protesta dei professionisti delle Scienze Motorie contro il Dpcm, appuntamento in piazza Unione

L'appuntamento è per domani, sabato 7 novembre, dalle ore 10 alle 11, in piazza Unione davanti al palazzo della Regione Abruzzo

I professionisti delle Scienze Motorie scendono nuovamente in piazza a Pescara per una manifestazione contro le restrizioni imposte dal Dpcm del governo. 
L'appuntamento è per domani, sabato 7 novembre, dalle ore 10 alle 11, in piazza Unione davanti al palazzo della Regione Abruzzo.

In piazza scenderà l'associazione “I Professionisti delle Scienze Motorie” che manifesterà per rimarcare ancora una volta i punti focali per tutelare una categoria formata da risorse umane qualificate, talvolta plurilaureate e plurititolate attraverso master dedicati, corsi di formazione federali e con esperienze di insegnamento in Italia ed all'estero.

«Il periodo che stiamo vivendo da mesi e le nuove restrizioni introdotte dai più recenti Dpcm hanno ulteriormente messo in difficoltà, per non dire in ginocchio, una intera categoria che troppo spesso viene relegata ad ultima ruota del carro nel panorama delle professioni sull'intero territorio nazionale», si legge in una nota, «i laureati in Scienze Motorie decidono di scendere in piazza, per difendere a spada tratta i (pochi) diritti riconosciuti e chiedere a gran voce l'introduzione di nuove tutele al fine soprattutto di valorizzare le possibilità di intervento per la prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attraverso la somministrazione di esercizio fisico e di attività motorie per tutti, comprese quelle adattate a soggetti con disabilità permanente o momentanea. È stato dimostrato da studi scientifici che l’attività fisica sia una vera e propria medicina che interviene sia sul fisico e sia sulla psiche, infatti questi interventi rientrano nell’area d’intervento F (al punto F5) dei nuovi Lea pubblicati nel 2017».

Verrà chiesta una leggera modifica del Dpcm del 24 ottobre, in modo tale da rendere lo sport libero e a portata di mano per tutti. Potrà essere questa la soluzione per permettere di tornare al lavoro a centinaia di professionisti, all’aperto oppure in quei luoghi dove è presente una leggera copertura.

«In attesa che la categoria possa poter contare su di un progetto lavorativo duraturo», conclude la nota, «che faccia uscire da un ormai decennale precariato tutte queste risorse umane (in particolar modo attraverso l'inserimento definitivo del laureato in Scienze Motorie come insegnante nella Scuola dell'Infanzia e Primaria), agli amministratori pubblici sarà richiesto un pronto intervento da parte dello Stato per aiutare la categoria in difficoltà, con un reddito di emergenza per tutti i mesi in cui la pandemia da Covid-19 ha limitato o bloccato le attività e, di conseguenza, le entrate economiche per sostenere professionisti e rispettive famiglie».

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