Fallimento Oma, lavoratori e sindacati incontrano il prefetto [FOTO]

I lavoratori, accompagnati da sindacati e alcuni esponenti della politica regionale, come Anrtonio Blasioli (Pd) e Guerino Testa (Fdi), hanno incontrato il prefetto Gerardina Basilicata

Manifestazione di protesta questa mattina, lunedì 4 novembre, a Pescara dei lavoratori della Oma (Officine meccaniche Angelucci), azienda di Castiglione a Casauria dichiarata fallita dal tribunale.
I lavoratori, accompagnati da sindacati e alcuni esponenti della politica regionale, come Anrtonio Blasioli (Pd) e Guerino Testa (Fdi), hanno incontrato il prefetto Gerardina Basilicata in piazza Garibaldi dove era impegnata per la festa delle forze armate.

L'obiettivo della protesta davanti alla Prefettura è stato quello di salvaguardare i posti di lavoro. Presenti anche gli amministratori dei Comuni (Salle, Castiglione, Pietranico e Bolognano) dove si trovano le fabbriche del gruppo Oma.

Questo quanto detto da Luigi Moscone della Fim Cisl Rsa, come riferisce Ansa Abruzzo:

«Noi ci rivolgiamo al giudice delegato che ha decretato la fine della Oma decretando il fallimento, anziché l'esercizio provvisorio che era il percorso che lavoratori, sindacati e istituzioni si sarebbero aspettati in quanto si sarebbero potuti tutelati i lavoratori e il lavoro, sia gli stipendi che, in questa vertenza anomala, percepivamo regolarmente tutti i mesi. Questa sentenza è stata un fulmine a ciel sereno perché abbiamo ancor diverse commesse da riconsegnare, e con nuovi lavori, e per questo siamo rimasti stupiti dal fatto che il giudice non ne abbia tenuto conto».

Questo invece quanto dichiara Blasioli:

«Sono sceso in piazza accanto ai lavoratori dell’Oma perché quella che si sta aprendo in Abruzzo è una crisi occupazionale gravissima e la politica ha il dovere di non lasciare soli questi lavoratori e le loro famiglie. Parliamo di 341 persone, fra Abruzzo e Toscana, che si sono trovati da un giorno all’altro senza lavoro e senza prospettive per il futuro, nonostante la presenza di commesse. Purtroppo, infatti, non stiamo combattendo solo contro il fallimento dell’Oma, ma anche contro il tempo, perché le commesse che ho citato, come ad esempio la manutenzione delle officine di Bussi e, soprattutto, quelle più corpose di Nuovo Pignone International, sono a rischio vista la sospensione delle attività lavorative. Solo questi introiti, però, e parliamo di cifre intorno ai 6/7 milioni di euro circa, garantirebbero in esercizio provvisorio almeno ulteriori sei mesi di lavoro, ma se lo stato di chiusura dovesse proseguire è evidente che queste aziende dovrebbero rivolgersi altrove e, a quel punto, la situazione sarebbe praticamente irrecuperabile. Chiediamo che l’amministrazione regionale solleciti questo tavolo e che gli interlocutori menzionati si siedano il prima possibile insieme. A tal proposito, ringrazio anche il senatore Luciano D’Alfonso, che sempre stamattina ha incontrato i manifestanti, insieme ai  sindaci e ha assicurato loro il massimo impegno affinché la loro vertenza giunga quanto prima all’attenzione del Ministero sia per un incontro con la committente principale, sia per l’attivazione eventuale degli ammortizzatori sociali».

Dopo l'incontro il Prefetto ha immediatamente scritto al presidente Marsilio, al Mise, al curatore e al giudice fallimentare e al presidente del Tribunale.

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