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Protesta dei commercianti stremati per la chiusura dei negozi, gli allarmi dei locali risuoneranno insieme

L'iniziativa, denominata "Il nostro campanello d'allarme" è in programma sabato mattina, 20 marzo, alle ore 10

Sono stremati da un anno di restrizioni, stanchi moralmente e sempre di più con le tasche vuote.
Ora i commercianti di Pescara tentano una nuova forma di protesta, fiduciosi che quantomeno se ne possa parlare e si possa smuovere una situazione che sembra stia diventando pericolosamente passiva.

I commercianti di tutta la città, non solo del centro cittadino, sabato mattina faranno scattare per cinque minuti le sirene di allarme dei loro locali, in segno di protesta.

L'appuntamento è fissato alle ore 10 e non c'è dubbio che il rumore arriverà molto lontano, l'auspicio è verso i piani alti degli uffici che contano. Il promotore di questa singolare iniziativa è Andrea Di Toro, imprenditore nel campo dell'abbigliamento.
«Ho pensato a una nuova forma di protesta civile, che andasse oltre le parole. Quelle non servono più, ne sono state spese tanto e invano, e ora della nostra crisi senza fine quasi non se ne parla più. Anche le grandi televisioni nazionali hanno cambiato obiettivo, adesso fa più audience parlare della questione-vaccini e meno dello stato di abbandono in cui versiamo noi commercianti. Perché noi siamo stati letteralmente abbandonati al nostro destino, a cominciare dai promessi aiuti che latitano e noi non sappiamo più come fare ad andare avanti».

La situazione pescarese è addirittura drammatica: «Noi a Pescara siamo chiusi da un mese e, attenzione, negli ultimi dodici mesi siamo stati ben sette con la serranda abbassata. In una situazione del genere, anche chi prima aveva risparmi accumulati, è giunto alla fine di qualsiasi tipo di risorsa. Economica e non. Finora siamo stati fin troppo buoni, non siamo scesi in piazza e ci siamo limitati a lamentarci magari suo social network. Ecco, adesso diciamo basta e lo facciamo in un modo rumorosamente originale, attraverso gli allarmi delle nostre attività».

Che in fondo, rappresentano il grido di allarme di ciascun commerciante dimenticato. E a Pescara ne sono tanti, essendo la città adriatica un po' l'emblema delle zone rosse a oltranza. E senza apparenti prospettive.

protesta allarmi commercianti pescara 20 marzo-2

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