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Sabato, 2 Luglio 2022
Economia

Impennata del precariato, Sacchetta (Uiltemp): "Sembra di essere tornati a quando c'era la schiavitù"

Il rieletto segretario regionale della federazione dei lavoratori autonomi, atipici, temporanei e partite iva scatta una fotografia impietosa: nei primi 3 mesi del 2022 i contratti di somministrazione sono il 32,6 in più, ormai è un problema strutturale

In Abruzzo il precariato è diventato un problema strutturale con un incremento esponenziale negli ultimi due anni, tanto che “in questi ultimi anni sembra di essere tornati nel passato, dove molte società erano basate sulla schiavitù. Prevenire le forme di sfruttamento del lavoro significa garantire alle persone una vita equa e giusta perché se il lavoro garantisce la sola sussistenza, esso non rende più libero l’uomo, ma diventa una dipendenza necessaria alla sopravvivenza”.

A denunciarlo è Maurizio Sacchetta, segretario regionale Uiltemp Abruzzo riconfermato nel corso del congresso appena conclusosi e intervenuto nello stesso per scattare l'impietosa fotografia dell'occupazione in Abruzzo. La Uiltemp è la federazione dei lavoratori autonomi, atipici, temporanei e partite iva della Uil e sul territorio, ha spiegato nel suo intervento Sacchetta, nei soli primi tre mesi del 2022 i contratti di somministrazione sono aumentati del 32,6 percento e, a conti fatti, spiega Maurizio Sacchetta, rieletto proprio durante il congresso segretario regionale, questo vuol dire che si arriverà al 50 per cento a fine anno. Non solo. Nel 2021 nella sola provincia di Pescara di lavoratori a contratto di somministrazione se ne contavano 4.631 a fronte dei 16.650 totali con Chieti maglia nera con i suoi 5.882 precari. Seguono Teramo con 3.787 e L'Aquila con 2.350. Uno dei settori dove il contratto di somministrazione fa particolarmente breccia è quello delle piccole imprese artigiane, ovvero quelle che hanno da 1 a 14 dipendenti. Come spiega Sacchetta in questo caso ad avere questa tipologia di assunzione sono 2.708 lavoratori. Per quanto concerne l'età, quella della somministrazione sembra essere l'unica modalità in grado di ricollocare i disoccupati e le disoccupate dai 50 ai 65 anni se non di più, precisa il segretario regionale. Sono 4.056 i lavoratori che hanno questo contratto e che rientrano in quel range di età: 1.034 quelli che hanno più di 65 anni (fino ai 67, ovvero l'età pensionabile) e 2.122 quelli che ne hanno tra i 50 e i 65. “E se volessimo aggiungere la fascia di età dai 40 ai 40 anni – chiosa Sacchetta – avremmo un totale di addetti apri a 7.040 che rispetto ai 16.650 occupati netti rappresentano circa il 42.5 per cento degli occupati netti”.

L'impegno assunto dal sindacato al termine del congresso è quello di fare tutto il possibile per ridare al lavoro dignità, diritti e tutele perché torni ad essere un percorso di realizzazione e non solo di sostentamento anche perché, sottolinea ancora il segretario regionale, il futuro del mondo del lavoro “si baserà sulle competenze, sia tecniche che non. Centrale quindi sarà la rigenerazione del sistema delle politiche attive del lavoro. L’alternanza scuola-lavoro e i tirocini dovranno mutare forma e strutturarsi sempre più come laboratori, come luogo in cui fare esperienza e misurarsi con le aziende”. Per la Uiltemp la strada da percorrere è quella della totale eliminazione “di tutti quei contratti che creano precarietà e sponsorizziamo l’utilizzo del solo contratto della somministrazione perché rappresenta quella forma di flessibilità contrattata necessaria a garantire la continuità occupazionale e la parità di trattamento ai lavoratori, sia in termini di tutele dei diritti sia in termini economici e alle aziende garantisce la flessibilità richiesta”, dice ancora Sacchetta.

L'occasione per lui anche per sottolineare come la pandemia abbia mostrato a tutti anche le difficoltà degli “invisibili”, ovvero i lavoratori e le lavoratrici “che fino a questo momento vivevano sottotraccia e al limite della sopravvivenza, perché sottopagati e senza tutele né contrattuali né previdenziali. Gli invisibili che hanno sofferto di più in questo periodo sono stati i lavoratori dello spettacolo e dello sport in quanto, in molti casi, non considerati dai vari interventi straordinari che si sono susseguiti nel corso degli anni dell’emergenza sanitaria”. Quindi i cosiddetti “Gig economy”, i somministrati delle poste, la questione navigator, la somministrazione nella sanità, fino a situazioni abruzzesi come i somministrati in Sevel e Lfoundry, Comdata, Ecare, Movè e Asl dell'Aquila. “Ad oggi il nostro impegno è – ha concluso il segretario regionale - dare tutela e rappresentanza a tutti i lavoratori, che vivono la flessibilità, la precarietà attraverso tutti quei contratti non tutelanti, far diventare la somministrazione, correggendone l’utilizzo distorto, l’unico contratto flessibile utilizzabile, creare un welfare di sostegno, attraverso accordi Regionali, nei periodi di non lavoro per rendere la flessibilità non fonte di precarietà, far realizzare uno studio sui fabbisogni formativi delle aziende, in tutta la Regione, per evitare di far diplomare o laureare i giovani in ambiti che non danno sbocchi occupazionali. In un contesto come quello attuale, l’unica strada per avere possibilità lavorative è quella della formazione continua”.

La segretaria nazionale Lucia Grossi, presente al congresso ricorda quindi che il sindacato ha presentato “una piattaforma nazionale per la riforma del contratto di somministrazione, che rappresenta, come detto, lo strumento su cui puntiamo. Oggi siamo di fronte a lavoratori e lavoratrici plurilaureati e, quindi, il mondo del lavoro è cambiato: tutti gli attori del sistema devono modificare il modo di pensare la formazione di qualità per garantire il lavoro alle future generazioni”. Infine Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, per il quale r “gli atipici devono avere la massima attenzione istituzionale, le decisioni legislative devono essere a loro sostegno, e bisogna superare la precarietà, per guardare al lavoro di qualità che possa dare alle giovani generazioni una stabilità che consenta di programmare la propria vita. In Abruzzo, in particolare, gli ultimi fatti che riguardano aziende importanti ci preoccupano molto: chiediamo alle controparti che ci sia maggiore attenzione, e che i somministrati possano avere una possibilità seria di trasformazione a tempo indeterminato dei loro contratti di lavoro. Purtroppo, così non è e noi continueremo a lavorare per dare il massimo di tutela a questi lavoratori e lavoratrici”.

Oltre alla riconferma di Sacchetta segretario regionale, per la segreteria sono stati eletti anche Chiara Pupi e Alessio Zanon. Tesoriere è Stefano Santucci.

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