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Aumenta la povertà in Abruzzo, oltre 31 mila persone assistite dal Banco Alimentare (11.780 a Pescara)

E il 2020 si annuncia un anno ancora più impegnativo rispetto a quello passato vista l'emergenza da Covid-19 (Coronavirus)

La povertà in Abruzzo è aumentata in base al numero di persone bisognose assistite dal Banco Alimentare.
E il 2020 si annuncia un anno ancora più impegnativo rispetto a quello passato vista l'emergenza da Covid-19 (Coronavirus).

L’assemblea dei soci ha approvato i numeri dell’anno scorso: 31.352 persone aiutate tramite 183 enti di carità, 1.620 in più rispetto al 2018. 

L'anno precedente infatti era stato donato cibo a 29.732 bisognosi. A fornire assistenza sono 183 enti convenzionati, 6 in più dell’anno precedente: Caritas, mense dei poveri, associazioni di volontariato, parrocchie e enti di assistenza. Tutti hanno dato sostegno a una regione che appare fiaccata da una stagnazione economica, ora divenuta vera e propria recessione per il Covid-19.

L'assemblea dei soci si è svolta nel magazzino di via Celestino V a Pescara, alla presenza anche di volontari, collaboratori e amici. Sono stati il presidente Antonio Dionisio e il direttore Cosimo Trivisani a fornire una fotografia dettagliata dell’attività 2019, con un focus sui primi mesi del 2020 segnati dalla pandemia.

Nel dettaglio: 

  • a Pescara e provincia il Banco ha donato cibo a 70 enti che assistono 11.780 persone; 
  • a Chieti a 65 enti vicini a 8.250 persone; 
  • all’Aquila a 18 enti che sostengono 6.752 persone;
  • Teramo a 30 strutture che aiutano 4.570 persone.

Numeri destinati a cambiare nel 2020 per via dell’emergenza Covid: se da un lato nei primi mesi dell’anno sono aumentate fino al 40 per cento le richieste di aiuto, dall’altro il Governo ha stanziato ulteriori fondi per l’acquisto di beni alimentari da destinare ai bisognosi tramite reti di solidarietà, tra cui rientra anche il Banco Alimentare.

«Il 2019», afferma Dionisio, «è stato un anno importante per la nostra opera, perché ha visto crescere la capacità di raccolta di cibo nel settore privato, segno anche della crescente fiducia di imprese e grande distribuzione nei confronti del Banco Alimentare e della nostra rete di carità. Per questo, grazie a tutti: allo staff, ai volontari, agli enti convenzionati e ai donatori, tutti sempre molto motivati nel venire incontro alle richieste di migliaia di persone, tutti in prima linea in questa rete di intervento sociale senza la quale la povertà sarebbe impossibile da affrontare e alleviare. Ora ci attende un periodo intenso per via dell’emergenza Covid che ha sconvolto tutto. Un periodo destinato a durare a lungo, ma che come sempre vogliamo continuare ad affrontare con consapevolezza, responsabilità e passione per le persone».

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